Visualizzazioni totali

martedì

IL GOVERNO MONTI E' MOLTO DIVERSO DAL GOVERNO BERLUSCONI, TAGLIA PENSIONI, SANITA', UNIVERSITA', MA DIMENTICA I COSTI DELLA POLITICA.



Via libera dell'aula della Camera al decreto sulla spending review. 

I voti a favore sono stati 387, i contrari 20, le astensioni 47.

Il PD, UDC, FLI, e GRUPPO MISTO hanno votato a favore.

Con la Spending Review tagliano la sanità, l'università, licenziano dipendenti pubblici, chiudono ospedali, bloccano le assunzioni e i concorsi, sfutteranno il precariato.

Per fare ciò avevamo bisogno di un nuovo governo, nuovi ministri, senatori a vita, commissari super pagati.

Per continuare l'opera di Brunetta e Tremonti, Napolitano ha chiamoto Monti.

Ma per tagliare i veri costi, quelli della politica, chi dovremo aspettare ?

Quanto ancora dovremo aspettare ?

Esercito di precari alla Bce, "1.100 senza un posto fisso"



Secondo un sondaggio Ipso carichi di lavoro "insostenibili" per l'80% degli intervistati e niente straordinari pagati




Roma, 3 lug. (TMNews) - Un crescente esercito di precari alla Bce: circa 1.100 persone con contratti temporanei a fronte dei 1.500 che hanno un posto fisso, con la crisi dell'area euro che ha reso "insostenibili" i carichi di lavoro e la questione degli straordinari non pagati. Lo ha rivelato Marius Mager, il presidente del sindacato Ipso che ha appena effettuato un sondaggio presso i dipendenti dell'istituzione di Francoforte. "Noi abbiamo inviato il sondaggio a tutti, a rispondere sono stati 780 dipendenti - ha precisato Mager - e nell'80 per cento dei casi hanno affermato che i carichi di lavoro sono eccessivi".


E ci sta un altro problema non da poco all'istituzione che da anni martella i vari Paesi dell'area euro di raccomandazioni sulla necessità di procedere a riforme strutturali proprio nel mercato del lavoro, per renderlo più flessibile: il problema degli straordinari non pagati. "La Bce ci ha sempre detto che gli straordinari sono già pagati a forfait nella retribuzione - ha osservato il sindacalista - mentre l'orario di lavoro teorico è di 40 ore settimanali". Mager non è stato in grado di dire quanto, in realtà, lavori in più il dipendente medio della Bce, tuttavia secondo il sondaggio il 76 per cento dei rispondenti lamenta il problema delle ore di lavoro supplementari, oltre questa soglia settimanale, che non vengono retribuite.


Ma soprattutto il problema principale è che "dopo cinque anni di crisi economica ci rendiamo conto che ormai qui il lavoro extra richiesto non è più una questione di emergenza: è diventato permanente - ha lamentato il sindacalista - non è un ritmo sostenibile e non si vede la fine di questa fase". Ora il Consiglio direttivo, che tornerà a riunirsi giovedì, potrebbe discutere alcune nuove assunzioni, "ho sentito parlare di 50-60 persone che però - ha concluso Mager - temo andrebbero a coprire nuovi compiti assegnati alla Bce, e non a aggiungersi al personale sottoposto a carichi di lavoro eccessivi".



lunedì

Finanziamento pubblico ai partiti; qualche numero.




Il finanziamento pubblico è il sostegno all’iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l’effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche.

Nell’aprile del 1993, un referendum abrogativo abolisce il finanziamento pubblico ai partiti, con una maggioranza del 90,3% dei votanti.

Ma solo pochi mesi dopo, il Parlamento dimostra di avere a cuore gli sprechi pubblici: si aggiorna infatti una legge già esistente sui rimborsi elettorali, definita “contributo per le spese”.
Così,  Amato introduce i rimborsi elettorali, specificando che il rimborso non è calcolato in base alle spese effettive, ma moltiplicando il numero degli italiani quale risultava dall’ultimo censimento, compresi i non aventi diritti al voto, per lit 1.600, per poi spartirsi il montepremi in misura proporzionale ai risultati elettorali.

Prodi reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti, prevedendo la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell’imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici.



D’Alema, reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti.

La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa.

Il rimborso in buona sostanza passa da 1.600 a 4.000 lire.

Anno 2002, Berlusconi), cambia la moneta e da 4.000 lire si passa a 5 euro.

L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa, più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro.

Nel 2006 Berlusconi precisa che l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva.

Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura.

Cioè se non fosse chiaro: fino al 2011 anche l’Udeur di Mastella continuerà a percepire i rimborsi elettorali per la tornata del 2006, mentre i partiti che hanno raccolto almeno l’1% dei consensi stanno prendendo i rimborsi sia relativamente al 2006 che alle elezioni 2008 e sono sistemati fino al 2013.

E poi destra e sinistra mi parlano di spesa pubblica.

Afrei una gran voglia di gridare al mondo intero un gran vaffa....

venerdì

Il vertice Unione Europea regala ai mercati la stabilità rubata ai lavoratori.









Al vertice Ue vi è stato un accordo sull'anti-spread.
Monti ha piegato anche la Merkel, non solo la nostra casta.
Il Consiglio Europeo 2012 a Bruxelles, ha parlato di  banche, finanza, Fondo Salva Stati, stabilizzazione dei  mercati.
L'Eurozona avrà così un meccanismo per stabilizzare i mercati, ma gli italiani in cambio vivranno di precarietà e a presto anche sotto pagati come in Cina.
Secondo voi dove andrano a finire gli oltre 120 miliardi di euro, previsti per rilanciare il lavoro.
Ne sono certo alle banche !!
Le stesse che per far quadrare i conti iniziano a licenziare.


Vi riporto le principali novità della Riforma del lavoro:


Licenziamenti ed ammortizzatori sociali
Stabilito in che modo la riforma del lavoro apporterà novità in materia di assunzioni e gestione dei rapporti contrattuali, cerchiamo infine di comprendere quando e in che modo le aziende potranno licenziare:


Licenziamenti discriminatori: si tratta di licenziamenti relativi ai lavoratori che vengono allontanati dall’azienda a causa delle proprie idee o delle proprie attività svolte all’interno o al di fuori del luogo di lavoro (ad esempio, l’affiliazione sindacale, o la partecipazionea uno sciopero, o ancora regioni di sesso, razza, lingua, religione).
La risoluzione del contratto per accertamento di licenziamento discriminatorio sarà nulla: il lavoratore verrà reintegrato sul suo posto di lavoro o, in alternativa, potrà optare per un indennizzo.


Licenziamenti disciplinari: si tratta del licenziamento relativo a un giustificato motivo soggettivo e una giusta causa, dovuta alla violazione degli obblighi disciplinari.
La violazione dovrà tuttavia essere di significativa entità, poichè l’allontanamento del lavoratore sarà la sanzione più pesate tra tutte quelle che il datore potrà comminare.
Se il giudice accerta la mancanza di una giusta causa, potrà alternativamente optare – in virtù dell’estensione del modello tedesco – per il reintegro o per l’indennizzo con un numero di mensilità compreso tra le 15 e le 27.


Licenziamento per motivi economici: si tratta del licenziamento a causa di giustificativi motivi economici, come accade per esigenze tecniche, organizzate e produttive che possano condurre l’impresa a sopprimere uno o più posti di lavoro, entro il limite di 4. oltre questa soglia scatta infatti il licenziamento economico collettivo, regolato con latra procedura.
Se il giudice accerta tuttavia la mancanza della giusta causa oggettiva economica, è previsto solo un indennizzo per 15 – 27 mensilità.
In termini meno sintetici, i licenziamenti per motivi economici sono quelli intimati per un giustificato motivo oggettivo, ovvero per ragioni connesse all’andamento economico dell’impresa e al suo assetto organizzativo. Con la nuova versione dell’articolo 18, se il giudice ritiene che non ricorrano gli estremi del giustificato motivo oggettivo, non è tenuto a riconoscere il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro.
Il giudice – con la sentenza che annulla il licenziamento – si limita a dichiarare comunque risolto il rpaporto di lavoro dalla data del recesso, riconoscendo al lavoratore il diritto a una indennità risarcitoria, determinata dallo stesso giudice.
In merito, si tenga conto che i licenziamenti dovuti a motivi economici non necessariamente tendono a ricadere nella discipina del giustificato motivo oggettivo.
Se infatti, come riportato recentente da un approfondimento in materia da parte de Il Sole 24 Ore, “l’impresa intende licenziare almeno 5 lavoratori, si applica la procedura di licenziamento collettivo disciplinata dalla legge 223/1991.
Questa procedura è molto rigorosa, e in alcuni casi ricollega a semplici violazioni di carattere formale alcune conseguenze molto pesanti, come l’inefficacia del licenziamento.
Al fine di attenuare il rigore formale della legge, la riforma Fornero interviene su alcuni passaggi cruciali della procedura”. Innanzitutto, è previsto che eventuali vizi della comunicazione preventiva possano essere sanati con accordo collettivo, siglato durante la proceduta, e ponendo così fine a potenziali contestazioni che possono nascere nel contesto in questione.
Inoltre, la riforma “coordina alcune norme della legge 223/1991 con il nuovo regime sanzionatorio previsto per i licenziamenti individuali.
Viene precisato che il licenziamento intimato, all’esito di una procedura di riduzione del personale, senza forma scritta è soggetto alle regole del licenziamento discriminatorio, quindi è sanzionato con la reintegra e il pagamento di un risarcimento pari a tutte le retribuzioni che sarebbero spettate dal recesso sino alla ripresa del lavoro” – prosegue il quotidiano.
Le novità sull’impugnativa dei licenziamenti. 
Le novità della riforma Fornero abbracciano ovviamente anche la normativa sulla impugnativa dei licenziamenti, con uno strsumento processuale rinnovato, ma riservato – sostiene Il Sole 24 Ore. “alle sole domande che hanno ad oggetto l’impugnazione dei licenziamenti e l’eventuale connessa qualificazione formale del rapporto di lavoro sottostante, restando escluse, viceversa, tutte le domande che abbiano un contenuto diverso e che non siano fondate sugli stessi fatti costitutivi”.
In seguito al deposito del ricorso che dà il via al giudizio, il giudice fissa l’udienza di comparizione delle parti entro 40 giorni, assegnando alla difesa ricorrente un termine per la notifica del ricorso non inferiore 25 giorni prima dell’udienza, e 5 giorni per la parte resistente.
“All’esito dell’udienza, per la quale si prevede che, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, il giudice provveda unicamente agli atti di istruzione ritenuti indispensabili alla definizione della causa, viene emessa l’ordinanza di accoglimento o di rigetto.
L’ordinanza di accoglimento è immediatamente esecutiva e non può essere sospesa o revocata fino alla conclusione dell’eventuale giudizio di opposizione” – precisa il quotidiano.
Si tenga altresì conto che contro l’ordinanza di accoglimento o di rigetto può essere proposta opposizione entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento o dalla sua comunicazione se anteriore, mediante ricorso che contenga i requisiti di cui all’art. 414 del Codice di procedura civile.
“Il giudizio si conclude con la sentenza, senza che sia prevista la previa lettura del dispositivo, che deve essere depositata contestualmente alla motivazione entro 10 giorni dall’udienza di discussione, con evidente abbattimento dei tempi processuali rispetto ai 60 giorni previsti per il deposito della sentenza motivata nel procedimento ordinario del lavoro” – prosegue il giornale.
Ma non è finita qui, poichè contro tale ultima sentenza è ammesso reclamo in Corte d’Appello, anch’esso da depositare entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza e, a sua volta, ricorribile in Cassazione entro 60 giorni dalla notifica o comunicazione.

Ammortizzatori sociali. 
Per quanto concerne i supporti sociali, i nuovi ammortizzatori sociali poggiano soprattutto sull’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego), sulle tutele già consolidate (Cigo, Cigs, fondi di solidarietà) e sugli strumenti di gestione degli esuberi strutturali.
L’Aspi, in particolare, sarà estesa a tutti i soggetti coperti in caso di disoccupazione involontaria, con convergenza per quanto concerne importi e durata, a confronto con gli attuali trattamenti di disoccupazione ordinaria e mobilità. In termini più trasparenti, l’Aspi sostituirà l’indennità di mobilità, la disoccupazione ordinaria non agricola, la disoccupazione con requisiti ridotti e l’indennità di disoccupazione speciale edile, includendo apprendisti e artisti, che oggi esclusi dall’applicazione di qualsiasi strumento di sostegno del reddito.
Il sussidio Aspi avrà una durata massima di 12 mesi con i lavoratori con meno di 55 anni, 18 mesi per quelli più anziani. L’importo sarà pari fino a 1.200 euro mensili.
Prevista altresì la possibilità di erogare una sorta di “Mini Aspi”, destinata a sostituire l’attuale indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, calcolata nel 2013 con il nuovo metodo con riferimento al 2012, della durata di un anno.
A partire dal 2014, verrà abolito il riconoscimento della Cig per esigenze non connesse alla conservazione del posto di lavoro. Verranno inoltre portate a regime le estensioni dell’ambito Cigs rinnovate annualmente: imprese del commercio tra 50 e 200 dipendenti; agenzie di viaggio sopra i 50; imprese di vigilanza sopra i 15. Estesa a tali settori la contribuzione di 0,9 punti percentuali.





Fonte: http://www.vostrisoldi.it/articolo/riforma-del-lavoro-2012-tutte-le-novita-dai-contratti-ai-licenziamenti/56267/4/

Vertice Ue, sì a scudo spread e ‘salva stati’. Vittoria di Monti e Hollande, Merkel ko



Italia e Spagna avevano minacciato il veto sul patto per la crescita e sulla Tobin Tax e la Germania ha dovuto cedere. Il presidente del Consiglio: "Misure soddisfacenti, c'è stato un momento difficile, ma il risultato è buono"

di Stefano Feltri | 29 giugno 2012Commenti (565)
Fonte : http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/29/vertice-ue-accordo-dei-leader-delleurozona-su-scudo-spread-e-banche/278722/

Più informazioni su: Angela Merkel, Enzo Moavero Milanesi, francois hollande, Mariano Rajoy, Mario Monti, Unione Europea, Vittorio Grilli.

Share on print Share on email More Sharing Services
222
Il successo del vertice lo misuri nello sguardo torvo di Angela Merkel, che dice due battute in tedesco e fugge via. Mario Monti si mette in posa, con tutta la squadra, i portavoce, gli sherpa, i ministri Enzo Moavero Milanesi e Vittorio Grilli. Il premier annuncia: “Le richieste dell’Italia sono state accolte, l’eurozona adesso è più forte”. Dopo tredici ore di vertice, cominciato alle 15 di giovedì, il risultato politico è netto: l’Italia e la Spagna hanno vinto, la Germania (con la spalla della Finlandia) ha perso e la Francia ne è uscita senza danni.

Ricapitoliamo: nella tarda serata Monti e il premier spagnolo Mariano Rajoy mettono il veto su tutti i punti in discussione, soprattutto Tobin Tax e piano crescita da 120 miliardi, per costringere la Merkel a cedere sul cosiddetto meccanismo anti-spread, cioè un uso con meno vincoli dei fondi salva Stati Efsf e Esm (il secondo deve ancora essere costituito). La forzatura ha pagato, alla fine la Merkel ha ceduto. Poi è cominciato una sfiancante trattativa sui dettagli, così che alla fine l’asse Spagna-Italia potesse celebrare la vittoria (a beneficio interno ma soprattutto dei mercati) e la Germania fosse sicura che i danni sarebbero stati contenuti.

MECCANISMO ANTI SPREAD. Monti voleva un intervento dei fondi salva-Stati Efsf e Esm che comprassero i titoli di debito dei Paesi virtuosi ma bersagliati dei mercati, che hanno fato le riforme ma non vedono scendere lo spread. Cioè l’Italia. C’è riuscito: l’Efsf ora e l’Esm quando ci sarà potranno comprare titoli sia sul mercato che direttamente alle aste. Il Paese che vuole questo sostegno dovrà fare richiesta (l’Italia sperava in un aiuto automatico) e firmare un memorandum di intesa. Ma sarà un memorandum molto diverso da quello imposto per esempio alla Grecia, perché si limiterà a ribadire gli impegni presi a livello europeo e a certificare i risultati di risanamento raggiunti.

LE RISORSE. Una delle ipotesi negoziali era di creare il cosiddetto bazooka, capace di fermare la crisi all’istante: dare all’Esm la licenza bancaria e permettergli di attingere fondi illimitati dalla Bce, così gli speculatori avrebbero avuto la certezza matematica di perdere. Ma la Germania ha resistito: non ci sarà l’aumento di dotazione dei fondi chiesto da Monti. L’Efsf vale oggi 440 miliardi, di cui circa 200 impegnati nei programmi di sostegno a Grecia, Portogallo e Irlanda e altri 100 già promessi alle banche spagnole. L’Esm avrà 500 miliardi, assorbendo i 440 dell’Efsf, ma gli Stati devono ancora cominciare a versarli. Questo è un punto di compromesso, pesante ma forse inevitabile. Monti però spera di massimizzare le ricadute positive sullo spread italiano usando l’effetto annuncio: “L’Italia ha ottenuto questi strumenti ma non ha intenzione di utilizzarli”. Così tutti sanno che il debito pubblico è più sicuro ma il governo non subisce lo stigma della richiesta di aiuto.

RICAPITALIZZAZIONE DIRETTA DELLE BANCHE. Passa la linea spagnola, perorata a suo tempo anche da Nicolas Sarkozy: i fondi Efsf e Esm potranno dare soldi direttamente agli istituti di credito, senza passare per la mediazione degli Stati. La Germania voleva che andassero ai governi, perché quelli si possono controllare mentre i banchieri no. Anche qui compromesso, ma a vantaggio spagnolo: ricapitalizzazione diretta con la Bce coinvolta come supervisore rafforzato (i dettagli vanno definiti entro il 2012). Le banche dovranno firmare un memorandum in cui si impegnano a risanarsi.

PRIORITA’ DI RIMBORSO. Dettaglio tecnico ma cruciale: finora l’Esm, il nascente meccanismo di stabilità, era un creditore senior. Cioè lo Stato o la banca doveva rimborsare prima i prestiti dell’Esm poi, se riusciva, gli altri creditori. La conseguenza era che l’intervento dell’Esm avrebbe fatto schizzare il costo del debito escluso dalla corsia privilegiata. Con l’accordo di ieri, l’Esm perde lo status di creditore privilegiato, rendendo più facili le operazioni. Ma le banche spagnole hanno bisogno di soldi subito, non si può aspettare la nascita dell’Esm quindi sarà l’Efsf a finanziarle.

PIANO CRESCITA. L’Italia e la Spagna tolgono il veto, non avevano obiezioni di merito ma era tattica da negoziato. Partirà così il piano da 120 miliardi di euro, gran parte dal bilancio europeo (fondi strutturali cui viene cambiata la destinazione), ricapitalizzazione della Banca europea degli investimenti e project bond per finanziare le infrastrutture. Hollande ci teneva molto, non ha effetti immediati e forse è meno di quel che serviva, ma è un segnale del rinnovato impegno per la crescita dell’Europa.

TOBIN TAX. A questo punto si dovrebbe procedere con il metodo della cooperazione rafforzata: basta che nove stati su 27 siano d’accordo per iniziare ad adottarla. L’imposta sulle transazioni finanziarie (escluse quelle fatte dalle famiglie) potrebbe portare nel bilancio della Commissione fino a 57 miliardi all’anno, rafforzando economicamente l’Unione e scoraggiando al contempo le operazioni più speculative.

Si vedrà la reazione dei mercati (per il momento positiva), ma per Monti è un notevole successo, considerato soprattutto che un Paese ad alto rischio instabilità è riuscito a imporre la propria linea al più virtuoso, la Germania, e a ottenere la facoltà di ricevere aiuti senza condizioni o quasi. Il premier commenta anche l’altro trionfo contro la Germania, quello calcistico: “Sono orgoglioso del successo della nazionale italiana. Domenica sarò a Kiev per la finale”. Con i partner europei l’appuntamento è il 9 luglio, quando l’Eurogruppo, la riunione dei Paesi dell’euro, dovrà stabilire come attuare gli accordi raggiunti in questa lunga notte. Che molti dei partecipanti al summit sperano di poter ricordare un giorno come “la notte che ha salvato l’euro”


Taglio dei parlamentari: dietrofront del Senato





Il famigerato taglio dei parlamentari non ci sarà. Carlo Vizzini si è dimesso da relatore per le riforme costituzionali; ancora una pagina molto triste per la politica italiana da consegnare alla storia. Mentre si è trovata la maggioranza per la riforma del lavoro e per il Senato federale, viceversa il disegno di legge che comprendeva anche la riduzione, seppur lieve, del numero di parlamentari, si è miseramente arenato. La causa del fallimento è apparentemente riconducibile all’inclusione di altre riforme nel ddl (come il semipresidenzialismo), fortemente volute da Lega e Pdl.

Bisogna tuttavia rilevare che a Palazzo Madama non ci sono state scene di disperazione neanche tra le altre fazioni politiche, per il fallimento di una riforma che avrebbe potuto risollevare di qualche punto percentuale la fiducia degli Italiani nell’attuale classe politica. Credo che tanti Senatori abbiano tirato un sospiro di sollievo, in spregio al popolo italiano, al quale invece si continuano a chiedere cruenti sacrifici economici per “salvare la baracca”.

Si ha come la sensazione che siano gli stessi partiti a voler autocelebrare il proprio funerale e quello della politica italiana in genere; perché questi comportamenti dimostrano come i nostri politici siano abili solo a chiedere austerità, ma nel momento in cui essi dovrebbero dare il buon esempio, trovano sempre una via di fuga dalle responsabilità. Continuando di questo passo gli Italiani perderanno anche quel residuo di fiducia nelle Istituzioni, e cercheranno risposte nell’antipolitica, come unica quanto disperata soluzione per i malanni del nostro Paese.

martedì

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FESTEGGIAMO IL PRIMO MAGGIO DEL PRECARIO SFRUTTATO...

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FESTEGGIAMO IL PRIMO MAGGIO DEL PRECARIO SFRUTTATO...: Il Primo maggio era una giornata in cui non-si-la-vo-ra-va. Tante aziende costringeranno le lavoratrici e i lavoratori a viver...

domenica

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FINANZIAMENTO AI PARTITI: SABOTIAMO LE ELEZIONI AM...

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FINANZIAMENTO AI PARTITI: SABOTIAMO LE ELEZIONI AM...: La casta romana che ci governa attraverso i professori MONTI, FORNERO, ecc, dopo aver tolto i soldi ai pensionati, ai precari, e...

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FINANZIAMENTO AI PARTITI: SABOTIAMO LE ELEZIONI AM...

MOVIMENTO "LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011": FINANZIAMENTO AI PARTITI: SABOTIAMO LE ELEZIONI AM...: La casta romana che ci governa attraverso i professori MONTI, FORNERO, ecc, dopo aver tolto i soldi ai pensionati, ai precari, e...

giovedì

2 GIUGNO 2011: I PRECARI VUOTANO IL SACCO




INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A cirasole.do@libero.it

Cari amici precari, il 2 GIUGNO viene celebrata la Festa della REPUBBLCA ITALIANA.

L’Italia quale repubblica DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, garantisce i DIRITTI INVIOLABILI DEGLI UOMINI, i quali hanno TUTTI PARI DIGNITA' SOCIALE.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona.

In altre parole la nostra classe politica, che ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, ha il dovere primario di promuove il diritto al lavoro e tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Al contrario detta classe legifera a vantaggio dell'impresa e della pubblica amministrazione, permettendo di sfruttare il lavoratore precario che è costretto assieme al disoccupato a sopportare gli effetti della crisi economica, la mancanza di continuità del rapporto di lavoro , la mancanza di certezza sul futuro, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

Il fenomeno degenerativo dei contratti atipici cosiddetti flessibili (contratto di somministrazione, apprendistato, contratto di lavoro ripartito, contratto di lavoro intermittente, lavoro accessorio, lavoro occasionale, contratto a progetto, part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato, lavoro a collaborazione), fa emergere fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all'assenza o meno dei meccanismi di anzianità, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale.

La flessibilità dunque si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore, della lavoratrice, delle giovani coppie, delle giovani mamme che sempre più sono costrette a rinunciare alla prole pur di non perdere il lavoro.

Inoltre il precariato è una delle principali voci che determinano l'attivo dell'INPS usato per colmare il disavanzo dello stesso ente e che già mai verrà impiegato per il pagamento di pensioni ai precari.

I contributi versati all'Inps dai parasubordinati, dai precari in assenza del raggiungimento dei «requisiti minimi» vengono usati per pagare le pensioni di altri, non danno diritto alcuno al precario.

Se allo sfruttamento del lavoratore precario si aggiunge lo sfruttamento del praticante-tirocinante-stagista, capiamo come vi è oggi più che mai, all’alba della globalizzazione la necessità di ripartire dal pieno rispetto della Carta Costituzionale, ovvero dal diritto alla stabilità lavorativa.

Il movimento pacifico “La nuova resistenza 25 aprile 2011” si oppone a tutte le forme di sfruttamento del lavoratore, e crede fermamente che la FUGA DI CERVELLI dall’Italia, può essere soppressa solo se gli stessi giovani e non più giovani insieme, si impegnino per edificare una nuova società.

AL FINE DI FAR SENTRE LA PROPRIA VOCE IL MOVIMENTO HA DECISO DI RACCOGLIERE FINO Al 2 GIUGNO LE VOSTRE ESPERIENZE, LA VOSTRA STORIA DA PRECARIO, I VOSTRI STUDI, I VOSTRI SOGNI ED IL VOSTRO REDDITO E PUBBLICARLE NELLA STESSA DATA IN QUESTO BLOG.

LE VOSTRE TESTIMONIANZE INOLTRE VERRANO INVIATE A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI, AL PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA, AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E DEL SENATO, AL MINISTRO DEL LAVORO, AL PRESIDENTE BERLUSCONI, NONCHE AL PRESIDENTE IN CARICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA J. M. BARROSO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO HERMAN VAN ROMPUY E AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO JERZY BUZEK.

Se tutto ciò non bastasse, presenteremo una petizione al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in merito all’applicazione in Italia della direttiva europea 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che riafferma il principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori.

In detta petizione presenteremo tutte le forme di raggiro della norma europea, e chiederemo maggiori sanzioni per gli enti ed imprese che sfruttano il lavoratore precario, quale la trasformazione di diritto del contratto di lavoro da determinato a indeterminato.



INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A QUESTA EMAIL cirasole.do@libero.it L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA VOCE.



DOMENICO CIRASOLE

Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”

http://precariesenzalavoro.blogspot.com/

cirasole.do@libero.it

martedì

09 Aprile 2011 l'Itlalia in piazza contro la precarietà che distrugge la...

TG 28.03.11 Precari Asl di Bari, rabbia e delusione davanti all'assessor...



PRECARI: IL MINISTRO RAFFAELE FITTO COME PONZIO PILATO SE NE LAVO’ LE MANI


I MEDICI, INFERMIERI, TECNICI, DIETISTI, TERAPISTI DELLA PUGLA NON CONDIVIDONO LA SCELTA DEL GOVERNO NAZIONALE DI RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO IMPONENDO UN RIORDINO OSPEDALIERO CHE HA COME SOLO FINE LA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA PARTENDO E LIMITANDOSI ALLA SPESA DEL PERSONALE.



DOPO VARI APPELLI RIVOLTI AL MINISTRO RAFFAELLE FITTO, DI CONCEDERE ANCHE IN PUGLIA LA DEROGA AL BLOCCO DEL TURN OVER, E LE PROMESSE NON MANTENUTE DALLO STESSO, NOI PRECARI SIAMO DELUSI DALLA POLITICA CHE CONTINUANDO AD ALIMENTARE LO SCONTRO HA PERSO DI MIRA IL FINE ULTIMO, OVVERO IL BENE COMUNE DELLA PROPRIA GENTE.

A NULLA SONO SERVITE LE RICHIESTE DEL PRESIDENTE DELLA REPPUBBLICA, DEL SOMMO PONTEFICIE PAPA BENEDETTO XVI, E DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA MARIO DRAGHI, D’AIUTARE CHI E' PRECARIO NEL MONDO DEL LAVORO.

A NOSTRO AVVISO, USARE LA MORSA DELLA CRISI ECONOMICA, PER IMPORRE ED OBBLIGARE LA CHIUSURA DI 18 OSPEDALI E IL LICENZIAMENTO DI 3000 ADDETTI ALLA SALUTE DEI CITTADINI PUGLIESI, E' SINONIMO DI DITTATURA E MONARCHIA, E DI INCAPACITA' DI GESTIRE LA CRISI STESSA.

COME AL SOLITO PAGANO I LAVORATORI PRECARI E LA SANITA’.

Domenico CIRASOLE PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (SANITARI PRECARI ALTAMURANI)

CONTATTI : DCIRASOLE@LIBERO.IT CELL. 3476740259

BLOG: http://precariesenzalavoro.blogspot.com/

TG 15.03.11 Lavoratori Asl Bari, protesta davanti al consiglio regionale

sabato

Appello al MINISTRO RAFFAELE FITTO da parte degli infermieri precari della puglia (contratti a tempo determinato).

Sig. Ministro spero che Lei, il suo governo e i consiglieri regionali del PDL con a capo ROCCO PALESE, possiate trovare una giusta soluzione per gli infermieri che a breve (31 marzo), la regione puglia manda a casa a causa del blocco del turn over da Lei imposto e da Rocco Palese ricordato.

L'amore per la sua terra deve, a mio avviso, superare lo scontro politico che raccoglie vittime innocenti, noi infermieri.

Le ricordiamo sig. Ministro che Lei ha derogato il blocco del turn over in tutte le regioni tranne che in puglia.

Dunque sig. Ministro....non ci mandi a casa dopo anni che rendiamo vivi i nostri ospedali, e che abbiamo maturato il nostro diritto ad essere stabilizzati, come imposto da normative nazionali ed europee.

Domenico CIRASOLE

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Sanitari precari Altamurani)
Notizie Italia - Raffaele FITTO (MINISTRO) e Rocco PALESE bloccano il turn over solo in puglia e mandano a casa medici e infermieri (dcirasole) http://ping.fm/PqYbM

venerdì

Palese:"Caos personale sanitario, la Regione attivi le procedure di mobilità"



Agenzia nr. 872 del 18/02/2011

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e Vendola è chiaro che non vuol sentire quello che diciamo da mesi sulla gestione del personale della sanità, sul blocco del turn over che nulla c’entra col Piano di Rientro e che non vale per le emergenze, sulla necessità che la Regione attivi le procedure di mobilità per garantire ai pugliesi almeno i livelli essenziali di assistenza”. Lo dice in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese.

“Nella più totale assenza di programmazione e norme di governance del sistema sanitario le Asl – slot machines sommerse dai debiti - stanno tagliando alla cieca i servizi agli ammalati. Leggiamo che qualcuno cerca ancora di dare la colpa al Piano di Rientro e al Governo nazionale parlando di blocco del turn over e carenze di personale. Che alcuni Direttori Generali non conoscano le Leggi Regionali è grave, ma che fingano di non conoscerle i consiglieri che le hanno votate è incredibile. Al collega De Caro, che continua a dire che il Governo nazionale deve sbloccare il turn over, consigliamo per la seconda volta di rileggersi la Legge Regionale numero 12 che tutti insieme all’unanimità abbiamo approvato in Consiglio e che, agli articoli 2 e 3 dice: “E’ consentita, ai fini della copertura dei posti vacanti di cui al comma 1 e nel rispetto dei limiti di spesa previsti dall’articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n.191 (Disposizioni per la formazione

del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010), la mobilità tra le



Aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale. 3. In caso di comprovata necessità e urgenza,

accertata l’impossibilità di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza con il personale in servizio anche attraverso le procedure di mobilità di cui al comma 2, la Giunta regionale autorizza il direttore generale, in deroga al blocco del turn-over di cui al comma 1, a procedere alle assunzioni necessarie, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dall’articolo 2, comma 71, della l. 191/2009, nonché della programmazione economico-finanziaria prevista nel Piano di rientro ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 5 agosto 2010, n.125 (Misure urgenti per il settore dei trasporti e disposizioni in materia finanziaria)”. Al collega De Caro consigliamo quindi di sollecitare Vendola e Fiore perché la Giunta si sbrighi ad autorizzare i Direttori Generali ad attivare tutte le procedure di mobilità necessarie e a procedere alla individuazione e alla concessione delle deroghe previste dalla Legge 12 per le assunzioni necessarie”. /comunicato





FONTE: http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=165547

martedì

VENDOLA UCCIDE LA “SANITA’ PUBBLICA”

In allegato il comunicato consegnato a tutti i consiglieri regionali d parte dei medici, infermieri e tecnici, durante il consiglio regionale pugliese del 18.01.2011 monotematico sul processo degli internalizzandi.

Il Comitato chiede a tutte le forze politiche e sociali, di porre attenzione anche alla grave situazione dei 4000 medici e infermieri che il 31.03.2011 della regione puglia andranno a casa.

SU FACEBOOK LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE TENUTASI A BARI IL 18.01.2011, NEI PRESSI DELLA REGIONE PUGLIA DI VIA CAPRUZZI:

http://www.facebook.com/pages/Precari-E-Senza-Lavoro/111062385624986?v=photos&ref=sgm#!/album.php?aid=24014&id=111062385624986





VENDOLA UCCIDE LA “SANITA’ PUBBLICA”

Vendola, nega il diritto alle cure dei meno abbienti, degli anziani, degli extracomunitari, dei poveri privi di auto propria, manda a casa 4000 (circa) medici, infermieri, tecnici della sanità pubblica, chiude 18 ospedali, taglia 2200 posti letto della sanità pubblica, senza edificare nulla di nuovo!!

La politica del governo VENDOLA è la causa del decesso della SANITA’ PUBBLICA.

Al consiglio della regione Puglia chiediamo, di garantire il diritto alle cure di tutti i pugliesi, anche di chi decide di non affollare le grandi città, e popolano realtà come Santeramo, Ruvo, Grumo, Noci, Bitonto, Cisternino, Mottola e Massafra, Torremaggiore, S.Marco in Lamis, Monte S.Angelo, S.Cesario, Maglie, Gagliano del Capo, Poggiardo, Minervino, e Spinazzola ecc..

VENDOLA asporta la sanità dai piccoli centri, lasciandoli definitivamente agonizzanti e privi di qualsivoglia struttura a tutela della salute.

Se VENDOLA edificasse “prima” un’alternativa e “poi” demolisse il vecchio, eviterebbe di mandare a casa 4000 medici, infermieri e tecnici!!!!

Noi sanitari (medici, infermieri, tecnici) chiediamo il rispetto del dettato costituzionale, delle normative europee (Consiglio dell'unione europea n. 70 del 28 giugno 1999), nazionali (d.lgs. n. 368 del 2001), e dell'insegnamento della Corte Costituzionale (sentenza n. 274 del 2003), che prevedono la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato (stabilizzazione) di personale in posizione precaria a vantaggio dei lavoratori e dell'amministrazione alla quale essi sono applicati, in ragione dell'esperienza acquisita.

Dunque, concludendo a nostro avviso VENDOLA è l’unico indagato, imputato e colpevole del decesso della sanità pugliese, sempreché non dimostri il contrario!!

ANCHE PERCHE’ SE NON SUA, DI CHI E’ LA RESPONSABILITA’ DEI TAGLI IN SANITA’????

Altamura, li 18.01.2011

Domenico CIRASOLE ( - dcirasole@libero.it - cell. 3476740259 - )

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Sanitari precari Altamurani) http://precariesenzalavoro.blogspot.com/



Parlano di noi:

http://www.quotidianodipuglia.it/articolo_app.php?id=35789&sez=

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/18-gennaio-2011/regione-ordine-giorno-sanitapdl-esce-aula-proteste-precari-181282393771.shtml

I MEDICI ED INFERMIERI PRECARI CHIEDONO A VENDOLA PERCHE SOLO IN PUGLIA NON SI STABILIZZA IL PERSONALE

LEGGI

sabato

COME AL SOLITO, QUAZI TUTTI ASSENTI.

Le forze politiche, istituzionali, e la dirigenza delle ASL hanno preferito essere assenti all’incontro organizzato dal comitato S.p.A. (Professionisti Sanitari Precari).

All’incontro organizzato dai precari previsto per sabato 11.12.2010, ad ALTAMURA presso la sala TOMMASO FIORE (Corso Federico II di Svevia 129) erano stati invitate tutte le forze politiche ed istituzionali, e la dirigenza delle ASL, affinché si facesse chiarezza sul futuro dei sanitari precari (medici, infermieri, tecnici), e sulle conseguenze gravose delle scelte attuate.

L’unico presente all’incontro era il consigliere regionale del SEL MICHELE VENTRICELLI, nonostante erano stati invitati (via email) tutti i consiglieri regionali, e comunali di Altamura (con deposito dell’invito presso l’ufficio protocollo del comune di Altamura), nonché il direttore generale N. PANSINI, il direttore sanitario A. CALASSO, ed il direttore amministrativo F.DEFILIPPIS (via fax).

Dunque, tutti assenti, questo fa intendere la poca attenzione alle problematiche dei precari, e alle conseguenze che i cittadini subiranno.

Infatti, si rammenta che a fronte di leggi nazionali dal 01.01.2011 non sarà possibile assumere o prorogare contratti a tempo determinato, con gravi conseguenze sul servizio garantito dagli ospedali.

Il personale precario dell’ ASL BARI tra medici ed infermieri e tecnici è vicino alle 600 unita, nella Puglia è vicino alle 8000 unità, in Italia si contano quasi 34.000 unità.

continua a leggere qui....

mercoledì

ARIA DI CRISI NEGLI OSPEDALI. A NATALE MANCHERANNO MEDICI ED INFERMIERI.

Mentre la politica promette di salvare i sanitari (medici, infermieri, tecnici) precari, le ASL indicono avvisi pubblici e chiamano per mobilità firmando i primi contratti con i nuovi professionisti che presteranno servizio non prima di marzo.

Le ASL corrono ai ripari, per evitare lo svuotamento degli ospedali, con gli strumenti loro consentiti, e la politica contemporaneamente promette stabilità ai precari.

A chi credere??

Di certo vi sono solo i nuovi contratti!!

Il blocco delle assunzioni e delle proroghe dal 01.01.2011, imposto per legge, e l’assenza ad oggi di proroghe, spinge i professionisti della sanità a cercare in fretta ( entro il 31.12.2010), nuovi lavori, nuovi contratti, nuova occupazione.

Infatti, 4 su 10 professionisti della sanità (medici, infermieri, tecnici), hanno già trovato nuovo lavoro, licenziandosi in tronco, senza ulteriori attese e promesse.

I restanti professionisti delusi dalle promesse non mantenute, daranno le dimissioni nei giorni prossimi, a nostro avviso, senza preavviso, visto il blocco delle assunzioni che decorre dal 01.01.2011.

Dunque, la politica promette stabilità ai precari, ma le ASL assumono nuovi professionisti, che riempiranno gli ospedali solo da marzo.

I precari professionisti, invece si dimettono da subito, accettando incarichi entro il 31.12.2010.

E’ facile intuire che le bugie hanno le gambe corte, e che a pagarne le conseguenze è sempre il più debole.

E’ facile ipotizzare quale scenario trovare negli ospedali a partire dalle feste natalizie sino a quando i nuovi professionisti riempiranno nuovamente gli ospedali.

Le conseguenze più gravi si verificheranno nei Pronto Soccorso, nelle Rianimazioni, nei 118, nelle U.T.I.C., nelle cardiologie.

Conseguenze che rimarranno gravi anche dopo marzo, a causa della preparazione e affiancamento che i professionisti dovranno affrontare prima di essere del tutto autonomi.

Il comitato dei precari si auspica che le promesse della politica di prorogare i contratti dei professionisti in scadenza il 31.12.2010 di 36 mesi vengano realmente attuate, e che arrivino prima che sia troppo tardi.



In fede

Domenico CIRASOLE (dcirasole@libero.it)

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Comitato sanitari precari)

fonte:     http://www.gadit.it/temi/tema.asp?id=3857&idTema=3 

lunedì

Tutela dei Lavoratori Precari.

I fatti storici narrano che in passato vi era una tutela particolareggiata del mondo del lavoro, e l’attenzione cadeva prima di tutto sul lavoratore.



Questo principio ( tutela del lavoratore ) è frutto di conquiste del passato; passato che ha assistito a guerre e crisi economiche al pari del presente.



Detto principio (tutela del lavoratore), è stato ritenuto il più importante dai padri della costituzione.



Oggi questo principio è stato calpestato, distrutto, sgretolato, offuscato, cancellato per scriverne un altro altrettanto importante, ma certamente particolareggiato.

Parliamo della tutela del mondo dell’alta finanza.

Tutti complici di questa metamorfosi del diritto.

Tutti coscienti, di rivolgere l’attenzione al mondo dell’impresa a scapito del mondo del lavoro.

Tutti convinti, che il futuro necessiti a differenza del passato di una particolare attenzione dei costi dell’impresa.

Si è anche affermato che la tutela dell’impresa è fattore di crescita e sviluppo di una nazione e di una popolazione.

Questo è il nuovo principio che padroneggia in Europa, e che in Italia ha permesso di creare norme che prevedessero contratti atipici, flessibili, anomali, a termine, giornalieri, a progetto, distruggendo il diritto alla stabilità e al lavoro, ma anche alla vita e alla crescita economica di un paese.

E’ giusto ricordare a tutti che senza prospettive non c’è futuro.

In nome di detto principio si sfrutta il lavoratore e il suo lavoro per mezzo d’imprese intermediarie di vario genere ( interinali, cooperative, società di servizi), solo a scapito del lavoratore, e della sua stabilità.

Oggi la crisi globale costringe, nell’ottica di una gestione imprenditoriale delle istituzione, a tagli dei costi.

Giustamente l’Europa impone tagli dei costi.

Ma nessuno ha mai imposto di tagliare il costo del lavoro, di sgretolare le fondamenta della costituzione, di eliminare la funzione istituzionale della pubblica amministrazione e dei servizi sociali, per cederli all’alta finanza.

E’ semplice, oggi mandare a casa 650.000 lavoratori, precari con contratti a termine.

Facile grazie a chi ha cancellato i diritti dei lavoratori.

Certamente sarà altrettanto facile appaltare i servizi e sottopagare gli addetti.

Ma nonostante questa particolare tutela nei confronti dell’alta finanza la crisi globale ha cancellato imprese e posti di lavoro.

Nonostante la flessibilità del lavoro le imprese continuano a chiudere e l’economia nazionale non riparte.

Dunque oggi tutti, dobbiamo prendere coscienza che la metamorfosi dei diritti dei lavoratori in diritti dell’alta finanza, è fallita.

I padri della nostra costituzione avevano visto bene, non vi è crescita economica senza adeguata tutela del lavoratore.

Ciò detto allora sembra illogico continuare una strada che già ora ci fa intravedere la meta.

Già ora registriamo una disoccupazione alta e un’economia stagnante.

I padri delle discipline economiche insegnavano che in momenti di crisi, per assurdo, è importante mantenere alto il livello occupazionale.



Dunque se l’economia non riparte, risulterà deleterio ridurre ulteriormente il livello occupazionale.



E’ impensabile e scandaloso impedire la stabilizzazione dei precari della P.A. ( scuola, sanità, ministeri, ecc).

E’ evidente che la tutela del lavoro di infermieri precari, medici precari, insegnanti precari, è oggi importante, anche in virtù del buon andamento della P.A., in nome di una solida ed efficiente continuità, che ad esempio in sanità, si chiama continuità assistenziale.

Concludendo, sarebbe proficuo rivedere la normativa vigente prevedendo:

1. Continuità di lavoro;

2. Stabilizzazione dei lavoratori precari;

3. Una corsia preferenziale per i lavoratori che hanno già lavorato in P.A. con incarichi della stessa natura;

4. Eliminare le molteplici forme contrattuali di lavoro, che creano per il lavoratore, precarietà.

domenica

Cari figli, apostoli miei, vi invito alla preghiera per i vostri pastori.

Messaggio del 2 ottobre 2010 ( Mirjana ) della Regina della Pace di Medjugorie  ore 16.14

Cari figli, oggi vi invito ad una umile, figli miei, umile devozione.
 I vostri cuori devono essere giusti.
Che le vostre croci siano per voi un mezzo nella lotta contro il peccato odierno.
Che la vostra arma sia la pazienza ed un amore sconfinato.
Un amore che sa aspettare e che vi renderà capaci di riconoscere i segni di Dio, affinché la vostra vita con amore umile mostri la verità a tutti coloro che la cercano nelle tenebre della menzogna.
Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a mio Figlio.
Ancora una volta vi invito alla preghiera per i vostri pastori.
Con loro trionferò.
Vi ringrazio.

giovedì

Cari figli siete ancora deboli e non siete umili. Messaggio del 25 Settembre 2010

Cari figli, oggi sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a vivere ancora di più la vostra vita
religiosa perchè siete ancora deboli e non siete umili. Vi esorto figlioli,
a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione personale affinchè il vostro testimoniare sia fruttuoso.
 E la vostra vita sia una preghiera incessante.
 Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

martedì

TREMONTI RESPONSABILE DEL FUTURO COLLASSO DELLA SANITA PUGLIESE

Presidente Vendola le ricorda che il ministro Tremonti con le sue scelte in puglia in particolare nella provincia di Bari  causera la perdita di lavoro a 237 infermieri .

Inoltre  l'assistenza sul territorio ovvero un'adeguata organizzazione domiciliare sostitutiva degli ospedali (esempio assistenza infermieristica domiciliare per gli anziani ed ancologici) non esiste.

Se non si agisce in tempo (sia per evitare inutili perdite di lavoro e di figure altmaente qualificate, sia per garantire il sacro diritto alla salute) grave sarà il danno che i malati ed oncologici pugliesi e baresi dovranno sopportare, infatti gli ospedali cronicamente in deficit di infermieri, non potranno sopportare il peso della riduzione dei posti letto, e l'inesistenza di enti, organizzazione di assistenza domicilare sostitutiva, causeranno il collasso dell'assistenza medica ed infermieristica.

lunedì

BARI : 237 INFERMIERI VANNO A CASA E RIMANGONO SENZA LAVORO

A causa del piano di rientro e del riordina ospedaliero 237 infermieri della provincia di Bari rimarranno senza lavoro.






Infatti a firma del Direttore Sanitario della ASL BA dr. A. CALASSO e del Direttore Generale dr. Nicola PANSINI, a causa del riordino ospedaliero imposto dal GOVERNO, la ASL BA è costretta a interrompere 237 incarichi ad altrettanti infermieri.







Presidente Vendola a causa del taglio alla sanità voluto da premier Berlusconi, 237 infermieri andranno a casa nella provincia di Bari (ASL BA), senza lavoro.



Ringraziamo il ministro Tremonti che è così attento all'economia e alla crisi, che però in prima persona crea altri disoccupati.



Presidente Vendola a nome dei 237 infermieri della ASL BA, dateci dignità, prorogate gli incarichi in scadenza.



La continuità è la chiave vincente di un'assistenza sanitaria d'eccellenza.



Mandare a casa 237 infermieri formati ed organicamente inseriti in unità operative, per essere sostituiti da altre figure da formare è deleterio per la sanità e per l’utenza finale.



Non è pensabile che detto personale non può essere in qualche modo occupato per garantire il diritto alla salute.



Ricordo che conseguenza della chiusura di molti ospedali sarà la lesione del diritto alla salute, diritto che può essere garantito con l’assistenza domiciliare, che però nella provincia di Bari è partita solo sulla carta a causa della carenza organica di Infermieri.

giovedì

RIDUZIONE DI INFERMIERI PRESSO LA ASL BA

Presidente perchè i suoi uomini al governo delle amministrazioni locali violano il sacro diritto al lavoro?

Ricordo che solo chi ha rinunciato a precedenti incarichi (anche a tempo indeterminato) ha accolto ed accettato il lavoro a tempo determinato, QUANDO LE ASL ERANO IN PIENA CRISI E GLI INFERMIERI MANCAVANO.

Ora in fase di ristrutturazione, ed in piena crisi, scopro che si preferisce una mobilità interna, anzichè garantire e mantenere il posto a precari che certamente non hanno altre possibilità viste le dimensioni della asl ba, e la crisi in tutta la regione puglia.

Insomma presidente sarebbe il colmo, per una regione che non ha molti infermieri in organico, tanto che per anni vi è stata una ricerca di tale figura, oggi mandare a casa circa 200 unità (infermieri).

Presidente è giusto un riordino nelle spese, ma perchè incominciare proprio dalla spina dorsale della sanità.

Perchè proprio noi infermieri precari siamo la spesa in eccesso da tagliare, e farlo quanto prima possibile.

Presidente LA MOBILITA' INDETTA anche se legittima, A ME SEMBRA UNA LESIONE DEL DIRITTO AL LAVORO, per una figura che è sempre carente,e certamente tornerà ad esserlo nei prossimi anni.

Perchè mandarci a casa, ovvero mandarci fuori regione, per trovare lavoro, quando vi sono forti carenze presenti, e certamente future.

Presidente sono certo che Lei può capire il senso delle mie parole, e sono certo che intervverrà prontamente per colmare un ingiustiza.

Domenco Cirasole
fonte: http://www.asl.bari.it/Comunicazione.aspx?PK=790

martedì

FRANCIA VIETA IN TUTTI GLI SPAZI PUBBLICI IL VELO ISLAMICO (burqa)

Il Senato ha infatti votato quasi all'unanimita' il divieto del velo integrale negli spazi pubblici.


La sinistra si e' rifiutata di prendere parte al voto.
 
In caso di violazione è prevista un'ammenda per la donna che indossa il velo integrale e per l’uomo che costringe la donna a indossarlo.

In Italia vige l'art. 3 della Cost. che sancisce " Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Rom espulsi dalla Francia, Commissione Ue ''Da Francia discriminazione vergognosa' : apre una procedura d'infrazione

Al via procedura d'infrazione. Reding: ''Quando troppo è troppo. Nessun Paese piccolo o grande che sia può avere un trattamento speciale. La discriminazione sulla base dell'origine etnica o della razza non ha posto in Europa''

lunedì

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE VENDOLA


Presidente mio malgrado spero che Lei possa abbattere l'attuale babele della sanità, diritto inviolabile, fonte di reddito, ma colma di inefficienze , dove purtroppo anche l'ufficio reclami (urp) non funziona, perché aperto solo il martedì dalle 12 alle 13.




E scandaloso vedere professori e direttori passeggiare anzichè essere ad alleviare nel migliore dei modi la sofferenza altrui.



Io credo fermamente nel principio della salute, e che tale diritto non sia fonte di lucro, ma non ritengo giusto, considerarla fonte di sperpero.



Si può fare di meglio, SENZA PERDERE NEANCHE UN POSTO DI LAVORO, SPECIE SE SI TRATTA DI PRECARI, ANCHE SE LA LEGGE (ed i sindacati) IMPONE l'uso della mobilità.



Si può pensare alla sanità quale efficiente , competente, organizzata, addirittura sperimentale, MA SEMPRE AVENTE LO SGUARDO FISSO ALL'UTENTE FINALE......CIOE ALLA PERSONA AMMALATA SOLA, SPESSO DEPRESSA ED NON DOTTA, COSTRETTA A DECIFRARE I MOLTEPLICI ED INCOMPRESIBILI LINGUAGGI DELLA BABELE DELLA SANITA.



Lei può.



Questo è il miracolo che NOI operatori, e LA GENTE COMUNE, si auspica che Lei possa realizzare.

venerdì

Islam e Corano secondo la REGINA DELLA PACE vanno rispettate

Voi dovete rispettare la religione di tutti


Messaggio del 19 febbraio 1984

«Voi dovete rispettare la religione di tutti, ma anche conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli»

Rogo Corano, in Italia bruciare un Testo sacro e' reato

Bruciare il Corano, cosi' come la Bibbia o la Torah, in Italia è reato di vilipendio della religione

mercoledì

ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO)

 Ostatività di condanna per determinati reati alla concessione di benefici penitenziari - Superamento delle condizioni ostative - Prospettazione da parte del condannato dell'impossibilità o dell'irrilevanza della sua collaborazione - Necessità - Fattispecie.

venerdì

Haiti, primi 7mila in fossa comune

Tre giorni dopo il terribile terremoto, Haiti è ancora nel caos. Migliaia di morti (almeno 50mila) giacciono nelle strade o sotto le macerie. Centinaia di migliaia di senzatetto vagano senza meta. Il presidente René Perval ha riferito che 7mila vittime sono state sepolte in una fossa comune. I presidenti Usa, Obama, e francese, Sarkozy, coordinano gli aiuti. La Farnesina ha contattato 130 italiani che risiedono nel Paese, altri 100 dispersi.






I fatti in tempo reale



12.11 - In campo l'Esercito italiano. Per i soccorsi alla popolazione di Haiti è stato mobilitato anche l'Esercito italiano: una compagnia del Genio potrebbe essere inviata nei prossimi giorni nei Caraibi con macchine di movimentazione terra per la rimozione delle macerie, il ripristino della viabilità e altri interventi. In preallarme sarebbe stato posto il 2° reggimento Genio di Trento, che fornirebbe una compagnia di uomini e i mezzi.



12.03 - Italiani dispersi, ricerche sui social network. Ci sono anche molti italiani tra coloro che affollano i social network, fra cui Facebook, per avere notizie sui propri cari che si trovavano ad Haiti durante il terremoto. Le richieste arrivano da Milano e da molti comuni del suo hinterland, da Lecco, Bergamo, Napoli, Rovigo, Firenze e da altre città. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha attivato uno speciale sito per avere notizie dei propri cari: l'indirizzo è www.icrc.org/familylinks.



11.29 - Trecentomila senzatetto nella capitale. Sono 300mila, secondo le stime dell'Onu, i senzatetto a Port au Prince, capitale di Haiti, dove il devastante terremoto di martedì ha raso al suolo il 10% della città.



11.05 - Allarme dell'Onu. Alcune zone delle regioni colpite dal terribile sisma ad Haiti risultano distrutte o gravemente danneggiate al 50%, con alcuni edifici completamente collassati: lo ha affermato l'Onu rendendo noto i risultati di una ricognizione in elicottero. La popolazione delle zone colpite dalle forti scosse è stimata a 3,5 milioni di persone, di cui 2,8 milioni nella capitale, afferma l'Onu precisando che oltre a Port-au-Prince sono stati colpiti altri centri urbani come Jacmel e Carrefour. Il bilancio dei decessi non è ancora possibile. La distribuzione di aiuti è in corso e dovrebbe aumentare nei prossimi giorni, spiegano le Nazioni Unite in una nota. I feriti nelle strutture mediche continuano ad aumentare. Mancano le forniture d'acqua e non c'è elettricità e si stima che circa due milioni di persone, pari a due terzi delle persone colpite, avranno bisogno di assistenza alimentare.



09.55 - Ritorni. L'ex presidente haitiano Bertrand Aristide, in esilio in Sudafrica, si è detto pronto a fare ritorno nel suo Paese per aiutare nella ricostruzione dopo il violento terremoto che ha colpito martedì la capitale Port-au-Prince, causando migliaia di vittime.



09.17 - Nave italiana. - L'Italia potrebbe concorrere alla macchina dei soccorsi ad Haiti anche con una nave militare. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a Mattino 5. ''Ho in mente e lo proporrò oggi al presidente'' del Consiglio, ha detto, ''la possibilità, se si vuole, di inviare anche una nave che, in una situazione del genere potrebbe essere estremamente utile. Noi siamo pronti''.



09.00 - Prima vittima italiana. Gigliola Martino, 70 anni, è la prima vittima italiana identificata dopo il sisma che ha colpito Haiti: lo sostiene il quotidiano online "La Gente d'Italia", diretto da Mimmo Porpiglia, già console onorario di Haiti in Italia.



08.22 - Italiani. Salgono a circa 130 "gli italiani che si sono manifestati e che stanno bene". A dirlo al Tg1 è stato il vice capo del servizio stampa della Farnesina, Aldo Amati, secondo cui continuano intanto ad Haiti le ricerche degli italiani, alcune decine, che "ancora mancano all'appello". "Il nostro funzionario dell'Unita' di crisi sul posto sta controllando negli alberghi crollati e verificando se ci sono nostri connazionali", ha aggiunto Amati.



08.14 - Voci dalle macerie. Si sentono delle voci provenire da sotto le macerie dell'Hotel Christopher di Port-au-Prince, lo stesso dove si teme siano rimasti intrappolati due italiani: lo sostiene oggi la stampa di Manila citando un portavoce dell'Esercito filippino, che ha circa 200 uomini schierati nell'ambito della missione Onu Minustah a Haiti. Almeno tre militari di Manila risultano dispersi dopo il sisma che ha colpito l'isola.



08.01 - Rotta verso Haiti. Una portaerei nucleare americana fa rotta verso il caos di Haiti. Centinaia di migliaia di persone hanno passato un'altra notte in strada per la paura di rientrare nelle case o perche' le loro abitazioni sono tra quelle rase al suolo dal sisma di martedì.



07.04 - Misure sanitarie. E' fondamentale attivare quanto prima ''misure sanitarie preventive'', a causa del problema della decomposizione dei cadaveri dopo il terremoto a Port-au-Prince: lo ha sottolineato il presidente dominicano, Leonel Fernandez, al termine di un colloquio nella capitale haitiana con il collega Renè Preval.



06.23 - Strade piene di morti. L'ex cantante dei Fugee Wyclef Jean, musicista di origine haitiana, ha passato la giornata a trasportare cadaveri per ripulire dai morti le strade di Port au Prince. Jean, intervistato dalla Fox, ha definito "apocalittica" la situazione nella capitale haitiana colpita dal terremoto."Abbiamo passato la giornata a raccogliere cadaveri. Ci sono tanti morti nelle strade e gli obitori sono pieni, i cimiteri sono pieni", ha detto.



05.53 - Miracolato. "Sono vivo per miracolo": queste le parole del presidente del Senato di Haiti, Kelly Bastien, che durante il terremoto a Port-au-Prince è rimasto intrappolato nell'edificio del Parlamento, dove ha assistito alla morte di altre persone che si trovavano nel posto. In dichiarazioni alla stampa dominicana, Bastien ha detto che è rimasto tra le macerie per circa dodici ore e che tra le persone morte accanto a lui c'erano due parlamentari.



01.20 - Cento gli italiani dispersi. Sono circa 100 gli italiani che mancano all'appello. Escludendo gli americani (45mila di essi vivono ad Haiti), si tratta del gruppo di stranieri dispersi più consistente. Seguono i francesi (60), gli spagnoli (50). Grosse le perdite per l'Onu: 36 funzionari morti e almeno 200 dispersi.



00.43 - Blocchi stradali con cadaveri. Gruppi di superstiti, esasperati per i ritardi negli aiuti, hanno eretto a Port-au-Prince blocchi stradali utilizzando anche i cadaveri delle vittime del sisma. Shaul Schwartz, un fotografo del settimanale americano Time, ha detto di aver visto almeno due sbarramenti del genere nella capitale. "Il quadro si va facendo davvero sconvolgente, la gente non ne può più e vuole gli aiuti", ha detto.



00.25 - Arcivescovo morto sul colpo. L'arcivescovo di Port-au-Prince, Joseph Serge Miot, è stato scaraventato da una terrazza del palazzo arcivescovile dalla forza del terremoto ed è morto sul colpo. Lo ha raccontato il nunzio apostolico ad Haiti, arcivescovo Bernardito Auza.



00.01- Aiuti coordinati Usa-Francia. Il presidente Usa, Barack Obama, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, sulla necessità di coordinare gli aiuti ad Haiti a breve e lungo termine. Obama e Sarkozy hanno stabilito un asse di collaborazione per organizzare una conferenza internazionale per la ricostruzione di Haiti. L'idea è del presidente francese, che ha invitato a lavoravi Usa, Brasile e Canada.

mercoledì

Strage Filippine, i morti sono 52

Il vicesindaco di Buluan, Esmael Mangudadatu, che ha perso la moglie e due sorelle


punta l'indice contro il governatore e chiede al presidente di effettuare gli arresti al più presto

Strage Filippine, i morti sono 52

sotto accusa gli Ampatuan





Alcuni dei corpi delle vittime della strage di Mindanao

MANILA - Sale a 52 morti il bilancio ufficiale della strage di Mindanao, nelle Filippine; 27 erano giornalisti. E ancora non è stato effettuato alcun arresto, anche se le famiglie delle vittime e anche le forze dell'ordine puntano l'indice contro il figlio del governatore provinciale, Andal Ampatuan. L'uomo, prossimo candidato governatore e figlio del governatore Andal Ampatuan senior, che per tre tornate elettorali precedenti non aveva avuto mai rivali, avrebbe guidato il raid di un centinaio di uomini armati contro un convoglio di esponenti del clan rivale che, accompagnati da uno stuolo di giornalisti, intendevano presentare la candidatura a governatore di Mindanao del vicesindaco di Buluan, Esmael Mangudadatu.



La presidente Gloria Arroyo ha proclamato per oggi un giorno di lutto nazionale, ma questo non le ha risparmiato le accuse dei Mangudadatu, che temono che si vogliano proteggere i responsabili della strage. "Speriamo che lo sdegno lasci il posto alla ragione e alla necessità di vivere in pace, onore e dignità", ha affermato Arroyo, assicurando che i responsabili del massacro verranno individuati e puniti. Il portavoce della presidenza, Cerge Remonde, aveva rilevato che agli investigatori occorrono prove certe a carico della famiglia Ampatuan prima di arrivare agli arresti.



Le vittime del massacro erano in viaggio con il vicesindaco di Buluan, Esmael Mangudadatu, che si presenterà come candidato governatore di Maguindanao alle elezioni del prossimo maggio, sfidando il figlio del governatore Andal Ampatuan. Mangudadatu, che nella strage ha perso la moglie e due sorelle, si è detto sconcertato perchè non è stato arrestato ancora nessuno. "Se i sospettati fossero stati persone comuni, sarebbero stati già arrestati. Ma quando c'è di mezzo un pezzo grosso, non li arrestano. Forse il governo ha paura?" si è chiesto il vicesindaco.

Niente piu' libri gratuiti alle elementari

I chiarimenti delle Entrate sullo scudo fiscale

Ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione

giovedì

COLLABORA A QUESTO BLOG


SE DESIDERI CONTRIBUIRE A QUESTO BLOG, PUBBLICA I TUOI POST, LE TUE OPINIONI, LE NOTIZIE, LE TUE FOTO, OPPURE INVIA IL CONTENUTO ALLA SEGUENTE E-MAIL: dcirasole@hotmail.com

martedì

omissis
Motivi della decisione
A S.B. è contestata la violazione dell'art. 328 c.p., per aver, quale primario del reparto di pediatria di (OMISSIS), indebitamente omesso la compilazione della cartella clinica, relativa al neonato T.F. (trasferito dall'ospedale di (OMISSIS) al Policlinico di (OMISSIS)), atto che doveva essere compiuto senza ritardo per ragioni di sanità. p.1) le sentenze dei giudici di merito.
T.R. e F.F., parti civili nel procedimento a carico di S.B., ricorrono avverso la sentenza 23 gennaio 2006 della Corte di appello di Messina, che ha confermato la sentenza 16 dicembre 2004 del Tribunale di Barcellona Pozzo Gotto (appellata dal Procuratore della Repubblica), di assoluzione dello S., primario del reparto di pediatria di (OMISSIS), perchè il fatto non sussiste, dall'imputazione ex art. 328 c.p., per l'indebita omessa compilazione della cartella clinica, relativa al neonato T.F., atto che doveva essere compiuto senza ritardo per ragioni di sanità.
Secondo il Tribunale, in definitiva, pur senza appuntarlo in alcuna cartella clinica, "l'imputato riferì tutto quello che c'era da sapere sul bambino" e agì secondo un modus operandi conforme alla prassi generalmente seguita nei casi d'urgenza, ed è anzi da ritenere - annota la sentenza assolutoria - che, dovendo affrontare un'emergenza, l'imputato non si sia neppure potuto consapevolmente rappresentare che, omettendo la compilazione della cartella clinica, sarebbe incorso in un evento contra ius.
La Corte d'appello, affermata - contrariamente al primo giudice - la persistenza dell'obbligo a carico del primario di redigere la cartella clinica - ha invece aderito alle altre argomentazioni della decisione appellata, ribadendo:
a) che l'apprezzamento delle circostanze del fatto impedisce di affermare che la compilazione della cartella clinica dovesse essere, per ragioni di sanità, compiuta senza ritardo, sicchè l'omissione di tale atto non riveste penale rilevanza;
b) che, nella specie, vi è stata sicuramente una negligenza, dato che esiste un vuoto di informazioni nel decorso clinico del piccolo T.F., che ha frustrato il legittimo desiderio dei genitori di sapere e trovare una spiegazione della tragedia che li ha colpiti;
c) che, tuttavia, non vi sono estremi di rilevanza penale nella condotta dell'imputato e che il comportamento antidoveroso può essere censurabile e sanzionabile in altre sedi, costituendo esso una violazione, non già degli obblighi inerenti alla funzione di medico, ma dei doveri inerenti un profilo amministrativo, relativo al rapporto tra Primario e Ospedale;
d) che la circostanza che il medico legale - chiamato successivamente da un diverso Giudice per accertare le cause della grave ipossia, con conseguenze permanenti, subita dal neonato - abbia avuto difficoltà nel ricostruire l'iter della malattia del bimbo e le terapie praticate, non può, con motivazioni "ex post", rendere penalmente rilevante una condotta che in quel momento non lo era.
I giudici di merito hanno quindi ritenuto che la mancata compilazione della cartella clinica, nella immediatezza del ricovero, non integra l'indebito rifiuto di un atto dell'ufficio, che, per ragioni di sanità, si sarebbe dovuto compiere senza ritardo. L'intenzione del legislatore infatti, con la previsione dell'art. 328 c.p., non andrebbe individuata in quella di colpire qualsiasi omissione, ma soltanto di sanzionare quella che pervenga ad un atto che debba essere compiuto "senza ritardo" e il cui rifiuto sia "indebito".
Quanto al profilo soggettivo, gli stessi giudici ne hanno ritenuto la carenza, atteso che, in assenza di un "ricovero" vero e proprio, il primario si adeguò a quella che era una prassi consolidata in casi del genere. Il trasferimento del neonato, dall'Ospedale di (OMISSIS) al Policlinico di (OMISSIS), infatti venne concordato telefonicamente tra il dott. M. (che seguiva il neonato presso il P.O. di (OMISSIS)) e il prof. S., su suggerimento di quest'ultimo che era stato informato delle condizioni cliniche del neonato e che successivamente ebbe a contattare l'Unità operativa di (OMISSIS).
Sul punto la Corte distrettuale rileva che l'imputato, prima di trasferire il neonato, ha contattato il medico del Policlinico di (OMISSIS), ottenendo di parlare con quella che era un suo canale preferenziale, la dott. ssa G., all'epoca responsabile dell'Unità operativa di terapia intensiva neonatale, riferendole dei problemi del neonato, di quanto finora gli era stato fatto, e di quelle che erano le sue "sensazioni cliniche, trasferendole tutti gli elementi che aveva acquisito, sia dal punto di vista terapeutico, sia dal punto di vista clinico. Tanto sarebbe stato riscontrato dalle dichiarazioni rese dalla G. nel corso dell'esame testimoniale. p.2) l'impugnazione della parte civile e la decisione della Corte.
Con un unico motivo di impugnazione la difesa delle parti civili chiede l'annullamento della gravata sentenza per violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo a tale effetto:
1) che la Corte distrettuale ha riconosciuto l'obbligo del primario di redigere la cartella clinica;
2) che la cartella clinica in questione non è mai stata compilata dall'imputato, neppure in tempo successivo al riferito "transito ospedaliero del neonato";
3) che non può fungere da valido surrogato alla cartella, l'avvenuta informativa telefonica dello S. al collega di (OMISSIS), dove il neonato venne trasferito;
4) che la plurioffensività del reato comporta anche la tutela penale dell'interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza della Pubblica amministrazione;
5) che il danno arrecato dalla predetta omissione è stato quindi duplice ed ha quindi errato la Corte di appello nel non valutare, oltre al danno connesso alla impossibilità per il consulente tecnico di parte del Pubblico ministero, dr. Ge., di rispondere al quesito sulla congruità degli interventi medici praticati, il danno alla Pubblica amministrazione.
Il motivo è fondato nei termini che si propongono ed il suo accoglimento comporta l'annullamento senza rinvio, agli effetti civili, della decisione impugnata con sostituzione della formula assolutoria "perchè il fatto non sussiste", con la diversa formula "perchè il fatto non costituisce reato". Conclusione questa che impone brevi considerazioni sulla cartella clinica della cui omessa compilazione si discute.
Per consolidata giurisprudenza, la cartella clinica, redatta da un medico di un ospedale pubblico e quale conseguenza di un ricovero, anche di breve durata, è caratterizzata:
a) dalla produttività di effetti incidenti su situazioni giuridiche soggettive di rilevanza pubblicistica (sez. 5^, 9423/1983 Rv. 161097 Pozzan);
b) dalla documentazione di attività compiute dal pubblico ufficiale che ne assume la paternità;
c) da una incontestabile natura di atto pubblico che esplica la funzione di diario del decorso della malattia e degli altri fatti clinici rilevanti (Cass. Penale sez. 5^, 1098/1997 Rv. 209682, P.M. c. Noce);
d) dalla acquisizione del carattere di definitività in relazione ad ogni singola annotazione, in quanto il documento esce dalla sfera di disponibilità del suo autore nel momento stesso in cui la singola annotazione viene registrata (Cass. Penale sez. 5^, 35167/2005, Rv.
232567 Pasquali).
In particolare, la cartella clinica, nella quale i fatti devono essere annotati contestualmente al loro verificarsi, assicura l'essenziale e tempestivo onere informativo di documentare a chiunque, e soprattutto ai sanitari che si succedono nella cura del paziente, l'andamento della malattia, i medicamenti somministrati, le terapie e gli interventi praticati, l'esito della cura e la durata della degenza dell'ammalato. Si tratta quindi di un "servente cartaceo insostituibile" nell'assistenza e cura sanitaria, il quale prescinde dalla contingente necessità della sua redazione e che si accompagna ad ogni presenza ospedaliera, in un singolo reparto o divisione di cura, indipendentemente dalla consistenza cronologica della degenza stessa.
Quanto poi alla relazione che corre tra stesura della cartella clinica ed obblighi sanzionati dall'art. 328 c.p. in tema di rifiuto ed omissione di atti di ufficio, sicuramente la redazione della cartella clinica - per le sue connotazioni peculiari - rientra nel novero degli atti di ufficio da compiere per ragioni di "sanità".
Si tratta infatti:
a) di atto avente carattere di indifferibilità, considerato che la tardiva annotazione di dati clinici, con la conseguente loro non- conoscenza da parte di medico, successivamente intervenuto, può rendere impraticabili od inefficaci accertamenti strumentali e/o terapie;
b) di atto doveroso di natura propriamente sanitaria, o comunque strettamente funzionale alla realizzazione degli obbiettivi di salvaguardia della salute (cfr. sull'atto di ufficio per ragioni di sanità: Cass. Penale sez. 6^, 19039/2006, Rv. 234614 P.G. c. Panarello).
In questa ottica, di funzionali scambi informativi, va quindi affermata la regola che la mera presenza ("ad horas") del paziente, in un ambiente ospedaliero, che abbia, come nella specie, comportato anche il solo apprestamento di cure di mantenimento, in attesa dello spostamento del paziente stesso ad altro nosocomio, più attrezzato, impone la redazione della cartella clinica. Invero, anche la semplice attestazione dello stato del paziente, nei suoi parametri vitali (al momento della sua "permanenza non momentanea nella struttura ospedaliera per il transito ad altra"), sia pure nella conferma del mantenimento della terapia (che risulta praticata al momento dell'arrivo-ricezione), è evento rilevante per la comprensione del decorso clinico della malattia e per le indicazioni sulle successive terapie od interventi da praticarsi nel nosocomio di destinazione.
Nella specie quindi gravava sullo S., una volta "ricevuto" il neonato, l'obbligo di redigere la cartella clinica, o comunque un atto formale equipollente, nel quale far annotare e quindi documentare per iscritto quanto sostanzialmente egli ebbe ad accertare sulle condizioni del neonato stesso, e che peraltro egli - come risulta - puntualmente riferì telefonicamente alla dr.ssa G., del Policlinico di (OMISSIS), destinataria finale del "trasporto assistito stesso".
Ciò posto, va peraltro escluso - come argomentato dalla Corte distrettuale - che in tali contesti operativi la condotta dello S. fosse supportata dal necessario elemento psicologico, sotto il profilo della consapevolezza della sua indebita omissione formale.
Il dolo generico, che informa la condotta ex art. 328 c.p., comprende infatti la consapevolezza di agire in violazione di doveri imposti (ed in questo senso rileva l'avverbio indebitamente), pur non richiedendosi il fine specifico di violare tali doveri (Cass. Penale sez. 6^, 25 gennaio 2000 Di Stefano e Purpura).
Quindi, la consapevolezza di agire in violazione dei doveri imposti tende a delimitare la rilevanza penale alle sole forme di diniego che non trovino alcuna plausibile giustificazione (Cass. Penale sez. 6^, 3 luglio 2000, De Riso e Esposito): nella specie quindi la Corte distrettuale ha argomentato correttamente quando ha rilevato la carenza della chiesta soggettività, ma ha tuttavia adottato una formula di proscioglimento inadeguata, in quanto ha ritenuto innanzitutto insussistente l'elemento oggettivo, che, invece, per le ragioni già dette, nella specie non poteva essere escluso. Infatti, la formula assolutoria, ampiamente liberatoria, "perchè il fatto non sussiste" presuppone che nessuno degli elementi, integrativi della fattispecie criminosa contestata, risulti provato; quando invece, come nella specie, sia stata accertata, sotto l'aspetto fenomenico, la sussistenza dell'elemento oggettivo del reato (quando cioè dalle risultanze processuali emerga che un fatto - corrispondente alla figura tipica di reato - sussiste), sicchè la sentenza si limiti ad affermare che nella condotta dell'imputato non si ravvisa l'elemento soggettivo, la formula da assumere è quella "perchè il fatto non costituisce reato" (Cass. Penale sez. 4^, 31479/2002, Rv. 222208;
7557/1992, Rv. 191335, P.M. in proc. Talpo).
La decisione impugnata va quindi annullata senza rinvio agli effetti civili, e la formula assolutoria adottata "perchè il fatto non sussiste" va sostituita con la diversa formula "perchè il fatto non costituisce reato".
Quanto alla regolazione delle spese tra le parti, è noto che il regime adottato dal legislatore in via ordinaria, con l'art. 541 cod. proc. pen., comma 1, per il pagamento delle spese processuali in favore della parte civile costituita, attesa la sua pertinenza ad una domanda privatistica innestata nel giudizio penale, è fondato sul criterio di soccombenza, in analogia con quanto disposto all'art. 91 cod. proc. civ.. Tale analogia si estende peraltro alla possibilità di disporre la compensazione parziale o totale delle spese, quando ricorrano giusti motivi (ultima parte del citato art. 541 c.p.p., comma 1), così come previsto nel rito civile dall'art. 92 cod. proc. civ., comma 2.
Orbene, avuto riguardo all'odierna fattispecie, appare opportuna una totale compensazione delle spese, considerata la peculiarità della situazione, idonea ad incidere sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti (cfr. in tale senso anche SS.UU. civili, 20598/2008, Rv. 604398).
P.Q.M.
annulla senza rinvio agli effetti civili la sentenza impugnata, sostituendo alla formula assolutoria adottata quella che il fatto non costituisce reato. Dichiara interamente compensate tra le parti le spese processuali.
Così deciso in Roma, il 27 febbraio 2009.
Depositato in Cancelleria il 9 aprile 2009