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giovedì

2 GIUGNO 2011: I PRECARI VUOTANO IL SACCO




INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A cirasole.do@libero.it

Cari amici precari, il 2 GIUGNO viene celebrata la Festa della REPUBBLCA ITALIANA.

L’Italia quale repubblica DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, garantisce i DIRITTI INVIOLABILI DEGLI UOMINI, i quali hanno TUTTI PARI DIGNITA' SOCIALE.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona.

In altre parole la nostra classe politica, che ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, ha il dovere primario di promuove il diritto al lavoro e tutte le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Al contrario detta classe legifera a vantaggio dell'impresa e della pubblica amministrazione, permettendo di sfruttare il lavoratore precario che è costretto assieme al disoccupato a sopportare gli effetti della crisi economica, la mancanza di continuità del rapporto di lavoro , la mancanza di certezza sul futuro, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

Il fenomeno degenerativo dei contratti atipici cosiddetti flessibili (contratto di somministrazione, apprendistato, contratto di lavoro ripartito, contratto di lavoro intermittente, lavoro accessorio, lavoro occasionale, contratto a progetto, part-time, contratti a termine, lavoro interinale, lavoro parasubordinato, lavoro a collaborazione), fa emergere fattori discriminanti rispetto alla durata, alla copertura assicurativa, alla sicurezza sociale, ai diritti, all'assenza o meno dei meccanismi di anzianità, al quantum del compenso ed al trattamento previdenziale.

La flessibilità dunque si connota soprattutto come compressione dei diritti del lavoratore, della lavoratrice, delle giovani coppie, delle giovani mamme che sempre più sono costrette a rinunciare alla prole pur di non perdere il lavoro.

Inoltre il precariato è una delle principali voci che determinano l'attivo dell'INPS usato per colmare il disavanzo dello stesso ente e che già mai verrà impiegato per il pagamento di pensioni ai precari.

I contributi versati all'Inps dai parasubordinati, dai precari in assenza del raggiungimento dei «requisiti minimi» vengono usati per pagare le pensioni di altri, non danno diritto alcuno al precario.

Se allo sfruttamento del lavoratore precario si aggiunge lo sfruttamento del praticante-tirocinante-stagista, capiamo come vi è oggi più che mai, all’alba della globalizzazione la necessità di ripartire dal pieno rispetto della Carta Costituzionale, ovvero dal diritto alla stabilità lavorativa.

Il movimento pacifico “La nuova resistenza 25 aprile 2011” si oppone a tutte le forme di sfruttamento del lavoratore, e crede fermamente che la FUGA DI CERVELLI dall’Italia, può essere soppressa solo se gli stessi giovani e non più giovani insieme, si impegnino per edificare una nuova società.

AL FINE DI FAR SENTRE LA PROPRIA VOCE IL MOVIMENTO HA DECISO DI RACCOGLIERE FINO Al 2 GIUGNO LE VOSTRE ESPERIENZE, LA VOSTRA STORIA DA PRECARIO, I VOSTRI STUDI, I VOSTRI SOGNI ED IL VOSTRO REDDITO E PUBBLICARLE NELLA STESSA DATA IN QUESTO BLOG.

LE VOSTRE TESTIMONIANZE INOLTRE VERRANO INVIATE A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI, AL PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA, AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E DEL SENATO, AL MINISTRO DEL LAVORO, AL PRESIDENTE BERLUSCONI, NONCHE AL PRESIDENTE IN CARICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA J. M. BARROSO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO HERMAN VAN ROMPUY E AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO JERZY BUZEK.

Se tutto ciò non bastasse, presenteremo una petizione al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in merito all’applicazione in Italia della direttiva europea 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che riafferma il principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori.

In detta petizione presenteremo tutte le forme di raggiro della norma europea, e chiederemo maggiori sanzioni per gli enti ed imprese che sfruttano il lavoratore precario, quale la trasformazione di diritto del contratto di lavoro da determinato a indeterminato.



INVIATECI LE VOSTRE ESPERIENZE A QUESTA EMAIL cirasole.do@libero.it L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA VOCE.



DOMENICO CIRASOLE

Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”

http://precariesenzalavoro.blogspot.com/

cirasole.do@libero.it

martedì

09 Aprile 2011 l'Itlalia in piazza contro la precarietà che distrugge la...

TG 28.03.11 Precari Asl di Bari, rabbia e delusione davanti all'assessor...



PRECARI: IL MINISTRO RAFFAELE FITTO COME PONZIO PILATO SE NE LAVO’ LE MANI


I MEDICI, INFERMIERI, TECNICI, DIETISTI, TERAPISTI DELLA PUGLA NON CONDIVIDONO LA SCELTA DEL GOVERNO NAZIONALE DI RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO IMPONENDO UN RIORDINO OSPEDALIERO CHE HA COME SOLO FINE LA RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA PARTENDO E LIMITANDOSI ALLA SPESA DEL PERSONALE.



DOPO VARI APPELLI RIVOLTI AL MINISTRO RAFFAELLE FITTO, DI CONCEDERE ANCHE IN PUGLIA LA DEROGA AL BLOCCO DEL TURN OVER, E LE PROMESSE NON MANTENUTE DALLO STESSO, NOI PRECARI SIAMO DELUSI DALLA POLITICA CHE CONTINUANDO AD ALIMENTARE LO SCONTRO HA PERSO DI MIRA IL FINE ULTIMO, OVVERO IL BENE COMUNE DELLA PROPRIA GENTE.

A NULLA SONO SERVITE LE RICHIESTE DEL PRESIDENTE DELLA REPPUBBLICA, DEL SOMMO PONTEFICIE PAPA BENEDETTO XVI, E DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA MARIO DRAGHI, D’AIUTARE CHI E' PRECARIO NEL MONDO DEL LAVORO.

A NOSTRO AVVISO, USARE LA MORSA DELLA CRISI ECONOMICA, PER IMPORRE ED OBBLIGARE LA CHIUSURA DI 18 OSPEDALI E IL LICENZIAMENTO DI 3000 ADDETTI ALLA SALUTE DEI CITTADINI PUGLIESI, E' SINONIMO DI DITTATURA E MONARCHIA, E DI INCAPACITA' DI GESTIRE LA CRISI STESSA.

COME AL SOLITO PAGANO I LAVORATORI PRECARI E LA SANITA’.

Domenico CIRASOLE PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (SANITARI PRECARI ALTAMURANI)

CONTATTI : DCIRASOLE@LIBERO.IT CELL. 3476740259

BLOG: http://precariesenzalavoro.blogspot.com/

TG 15.03.11 Lavoratori Asl Bari, protesta davanti al consiglio regionale

sabato

Appello al MINISTRO RAFFAELE FITTO da parte degli infermieri precari della puglia (contratti a tempo determinato).

Sig. Ministro spero che Lei, il suo governo e i consiglieri regionali del PDL con a capo ROCCO PALESE, possiate trovare una giusta soluzione per gli infermieri che a breve (31 marzo), la regione puglia manda a casa a causa del blocco del turn over da Lei imposto e da Rocco Palese ricordato.

L'amore per la sua terra deve, a mio avviso, superare lo scontro politico che raccoglie vittime innocenti, noi infermieri.

Le ricordiamo sig. Ministro che Lei ha derogato il blocco del turn over in tutte le regioni tranne che in puglia.

Dunque sig. Ministro....non ci mandi a casa dopo anni che rendiamo vivi i nostri ospedali, e che abbiamo maturato il nostro diritto ad essere stabilizzati, come imposto da normative nazionali ed europee.

Domenico CIRASOLE

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Sanitari precari Altamurani)
Notizie Italia - Raffaele FITTO (MINISTRO) e Rocco PALESE bloccano il turn over solo in puglia e mandano a casa medici e infermieri (dcirasole) http://ping.fm/PqYbM

venerdì

Palese:"Caos personale sanitario, la Regione attivi le procedure di mobilità"



Agenzia nr. 872 del 18/02/2011

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e Vendola è chiaro che non vuol sentire quello che diciamo da mesi sulla gestione del personale della sanità, sul blocco del turn over che nulla c’entra col Piano di Rientro e che non vale per le emergenze, sulla necessità che la Regione attivi le procedure di mobilità per garantire ai pugliesi almeno i livelli essenziali di assistenza”. Lo dice in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese.

“Nella più totale assenza di programmazione e norme di governance del sistema sanitario le Asl – slot machines sommerse dai debiti - stanno tagliando alla cieca i servizi agli ammalati. Leggiamo che qualcuno cerca ancora di dare la colpa al Piano di Rientro e al Governo nazionale parlando di blocco del turn over e carenze di personale. Che alcuni Direttori Generali non conoscano le Leggi Regionali è grave, ma che fingano di non conoscerle i consiglieri che le hanno votate è incredibile. Al collega De Caro, che continua a dire che il Governo nazionale deve sbloccare il turn over, consigliamo per la seconda volta di rileggersi la Legge Regionale numero 12 che tutti insieme all’unanimità abbiamo approvato in Consiglio e che, agli articoli 2 e 3 dice: “E’ consentita, ai fini della copertura dei posti vacanti di cui al comma 1 e nel rispetto dei limiti di spesa previsti dall’articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n.191 (Disposizioni per la formazione

del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2010), la mobilità tra le



Aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale. 3. In caso di comprovata necessità e urgenza,

accertata l’impossibilità di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza con il personale in servizio anche attraverso le procedure di mobilità di cui al comma 2, la Giunta regionale autorizza il direttore generale, in deroga al blocco del turn-over di cui al comma 1, a procedere alle assunzioni necessarie, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dall’articolo 2, comma 71, della l. 191/2009, nonché della programmazione economico-finanziaria prevista nel Piano di rientro ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 5 agosto 2010, n.125 (Misure urgenti per il settore dei trasporti e disposizioni in materia finanziaria)”. Al collega De Caro consigliamo quindi di sollecitare Vendola e Fiore perché la Giunta si sbrighi ad autorizzare i Direttori Generali ad attivare tutte le procedure di mobilità necessarie e a procedere alla individuazione e alla concessione delle deroghe previste dalla Legge 12 per le assunzioni necessarie”. /comunicato





FONTE: http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=165547

martedì

VENDOLA UCCIDE LA “SANITA’ PUBBLICA”

In allegato il comunicato consegnato a tutti i consiglieri regionali d parte dei medici, infermieri e tecnici, durante il consiglio regionale pugliese del 18.01.2011 monotematico sul processo degli internalizzandi.

Il Comitato chiede a tutte le forze politiche e sociali, di porre attenzione anche alla grave situazione dei 4000 medici e infermieri che il 31.03.2011 della regione puglia andranno a casa.

SU FACEBOOK LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE TENUTASI A BARI IL 18.01.2011, NEI PRESSI DELLA REGIONE PUGLIA DI VIA CAPRUZZI:

http://www.facebook.com/pages/Precari-E-Senza-Lavoro/111062385624986?v=photos&ref=sgm#!/album.php?aid=24014&id=111062385624986





VENDOLA UCCIDE LA “SANITA’ PUBBLICA”

Vendola, nega il diritto alle cure dei meno abbienti, degli anziani, degli extracomunitari, dei poveri privi di auto propria, manda a casa 4000 (circa) medici, infermieri, tecnici della sanità pubblica, chiude 18 ospedali, taglia 2200 posti letto della sanità pubblica, senza edificare nulla di nuovo!!

La politica del governo VENDOLA è la causa del decesso della SANITA’ PUBBLICA.

Al consiglio della regione Puglia chiediamo, di garantire il diritto alle cure di tutti i pugliesi, anche di chi decide di non affollare le grandi città, e popolano realtà come Santeramo, Ruvo, Grumo, Noci, Bitonto, Cisternino, Mottola e Massafra, Torremaggiore, S.Marco in Lamis, Monte S.Angelo, S.Cesario, Maglie, Gagliano del Capo, Poggiardo, Minervino, e Spinazzola ecc..

VENDOLA asporta la sanità dai piccoli centri, lasciandoli definitivamente agonizzanti e privi di qualsivoglia struttura a tutela della salute.

Se VENDOLA edificasse “prima” un’alternativa e “poi” demolisse il vecchio, eviterebbe di mandare a casa 4000 medici, infermieri e tecnici!!!!

Noi sanitari (medici, infermieri, tecnici) chiediamo il rispetto del dettato costituzionale, delle normative europee (Consiglio dell'unione europea n. 70 del 28 giugno 1999), nazionali (d.lgs. n. 368 del 2001), e dell'insegnamento della Corte Costituzionale (sentenza n. 274 del 2003), che prevedono la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato (stabilizzazione) di personale in posizione precaria a vantaggio dei lavoratori e dell'amministrazione alla quale essi sono applicati, in ragione dell'esperienza acquisita.

Dunque, concludendo a nostro avviso VENDOLA è l’unico indagato, imputato e colpevole del decesso della sanità pugliese, sempreché non dimostri il contrario!!

ANCHE PERCHE’ SE NON SUA, DI CHI E’ LA RESPONSABILITA’ DEI TAGLI IN SANITA’????

Altamura, li 18.01.2011

Domenico CIRASOLE ( - dcirasole@libero.it - cell. 3476740259 - )

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Sanitari precari Altamurani) http://precariesenzalavoro.blogspot.com/



Parlano di noi:

http://www.quotidianodipuglia.it/articolo_app.php?id=35789&sez=

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/18-gennaio-2011/regione-ordine-giorno-sanitapdl-esce-aula-proteste-precari-181282393771.shtml

I MEDICI ED INFERMIERI PRECARI CHIEDONO A VENDOLA PERCHE SOLO IN PUGLIA NON SI STABILIZZA IL PERSONALE

LEGGI

sabato

COME AL SOLITO, QUAZI TUTTI ASSENTI.

Le forze politiche, istituzionali, e la dirigenza delle ASL hanno preferito essere assenti all’incontro organizzato dal comitato S.p.A. (Professionisti Sanitari Precari).

All’incontro organizzato dai precari previsto per sabato 11.12.2010, ad ALTAMURA presso la sala TOMMASO FIORE (Corso Federico II di Svevia 129) erano stati invitate tutte le forze politiche ed istituzionali, e la dirigenza delle ASL, affinché si facesse chiarezza sul futuro dei sanitari precari (medici, infermieri, tecnici), e sulle conseguenze gravose delle scelte attuate.

L’unico presente all’incontro era il consigliere regionale del SEL MICHELE VENTRICELLI, nonostante erano stati invitati (via email) tutti i consiglieri regionali, e comunali di Altamura (con deposito dell’invito presso l’ufficio protocollo del comune di Altamura), nonché il direttore generale N. PANSINI, il direttore sanitario A. CALASSO, ed il direttore amministrativo F.DEFILIPPIS (via fax).

Dunque, tutti assenti, questo fa intendere la poca attenzione alle problematiche dei precari, e alle conseguenze che i cittadini subiranno.

Infatti, si rammenta che a fronte di leggi nazionali dal 01.01.2011 non sarà possibile assumere o prorogare contratti a tempo determinato, con gravi conseguenze sul servizio garantito dagli ospedali.

Il personale precario dell’ ASL BARI tra medici ed infermieri e tecnici è vicino alle 600 unita, nella Puglia è vicino alle 8000 unità, in Italia si contano quasi 34.000 unità.

continua a leggere qui....

mercoledì

ARIA DI CRISI NEGLI OSPEDALI. A NATALE MANCHERANNO MEDICI ED INFERMIERI.

Mentre la politica promette di salvare i sanitari (medici, infermieri, tecnici) precari, le ASL indicono avvisi pubblici e chiamano per mobilità firmando i primi contratti con i nuovi professionisti che presteranno servizio non prima di marzo.

Le ASL corrono ai ripari, per evitare lo svuotamento degli ospedali, con gli strumenti loro consentiti, e la politica contemporaneamente promette stabilità ai precari.

A chi credere??

Di certo vi sono solo i nuovi contratti!!

Il blocco delle assunzioni e delle proroghe dal 01.01.2011, imposto per legge, e l’assenza ad oggi di proroghe, spinge i professionisti della sanità a cercare in fretta ( entro il 31.12.2010), nuovi lavori, nuovi contratti, nuova occupazione.

Infatti, 4 su 10 professionisti della sanità (medici, infermieri, tecnici), hanno già trovato nuovo lavoro, licenziandosi in tronco, senza ulteriori attese e promesse.

I restanti professionisti delusi dalle promesse non mantenute, daranno le dimissioni nei giorni prossimi, a nostro avviso, senza preavviso, visto il blocco delle assunzioni che decorre dal 01.01.2011.

Dunque, la politica promette stabilità ai precari, ma le ASL assumono nuovi professionisti, che riempiranno gli ospedali solo da marzo.

I precari professionisti, invece si dimettono da subito, accettando incarichi entro il 31.12.2010.

E’ facile intuire che le bugie hanno le gambe corte, e che a pagarne le conseguenze è sempre il più debole.

E’ facile ipotizzare quale scenario trovare negli ospedali a partire dalle feste natalizie sino a quando i nuovi professionisti riempiranno nuovamente gli ospedali.

Le conseguenze più gravi si verificheranno nei Pronto Soccorso, nelle Rianimazioni, nei 118, nelle U.T.I.C., nelle cardiologie.

Conseguenze che rimarranno gravi anche dopo marzo, a causa della preparazione e affiancamento che i professionisti dovranno affrontare prima di essere del tutto autonomi.

Il comitato dei precari si auspica che le promesse della politica di prorogare i contratti dei professionisti in scadenza il 31.12.2010 di 36 mesi vengano realmente attuate, e che arrivino prima che sia troppo tardi.



In fede

Domenico CIRASOLE (dcirasole@libero.it)

PRESIDENTE COMITATO S.p.A. (Comitato sanitari precari)

fonte:     http://www.gadit.it/temi/tema.asp?id=3857&idTema=3 

lunedì

Tutela dei Lavoratori Precari.

I fatti storici narrano che in passato vi era una tutela particolareggiata del mondo del lavoro, e l’attenzione cadeva prima di tutto sul lavoratore.



Questo principio ( tutela del lavoratore ) è frutto di conquiste del passato; passato che ha assistito a guerre e crisi economiche al pari del presente.



Detto principio (tutela del lavoratore), è stato ritenuto il più importante dai padri della costituzione.



Oggi questo principio è stato calpestato, distrutto, sgretolato, offuscato, cancellato per scriverne un altro altrettanto importante, ma certamente particolareggiato.

Parliamo della tutela del mondo dell’alta finanza.

Tutti complici di questa metamorfosi del diritto.

Tutti coscienti, di rivolgere l’attenzione al mondo dell’impresa a scapito del mondo del lavoro.

Tutti convinti, che il futuro necessiti a differenza del passato di una particolare attenzione dei costi dell’impresa.

Si è anche affermato che la tutela dell’impresa è fattore di crescita e sviluppo di una nazione e di una popolazione.

Questo è il nuovo principio che padroneggia in Europa, e che in Italia ha permesso di creare norme che prevedessero contratti atipici, flessibili, anomali, a termine, giornalieri, a progetto, distruggendo il diritto alla stabilità e al lavoro, ma anche alla vita e alla crescita economica di un paese.

E’ giusto ricordare a tutti che senza prospettive non c’è futuro.

In nome di detto principio si sfrutta il lavoratore e il suo lavoro per mezzo d’imprese intermediarie di vario genere ( interinali, cooperative, società di servizi), solo a scapito del lavoratore, e della sua stabilità.

Oggi la crisi globale costringe, nell’ottica di una gestione imprenditoriale delle istituzione, a tagli dei costi.

Giustamente l’Europa impone tagli dei costi.

Ma nessuno ha mai imposto di tagliare il costo del lavoro, di sgretolare le fondamenta della costituzione, di eliminare la funzione istituzionale della pubblica amministrazione e dei servizi sociali, per cederli all’alta finanza.

E’ semplice, oggi mandare a casa 650.000 lavoratori, precari con contratti a termine.

Facile grazie a chi ha cancellato i diritti dei lavoratori.

Certamente sarà altrettanto facile appaltare i servizi e sottopagare gli addetti.

Ma nonostante questa particolare tutela nei confronti dell’alta finanza la crisi globale ha cancellato imprese e posti di lavoro.

Nonostante la flessibilità del lavoro le imprese continuano a chiudere e l’economia nazionale non riparte.

Dunque oggi tutti, dobbiamo prendere coscienza che la metamorfosi dei diritti dei lavoratori in diritti dell’alta finanza, è fallita.

I padri della nostra costituzione avevano visto bene, non vi è crescita economica senza adeguata tutela del lavoratore.

Ciò detto allora sembra illogico continuare una strada che già ora ci fa intravedere la meta.

Già ora registriamo una disoccupazione alta e un’economia stagnante.

I padri delle discipline economiche insegnavano che in momenti di crisi, per assurdo, è importante mantenere alto il livello occupazionale.



Dunque se l’economia non riparte, risulterà deleterio ridurre ulteriormente il livello occupazionale.



E’ impensabile e scandaloso impedire la stabilizzazione dei precari della P.A. ( scuola, sanità, ministeri, ecc).

E’ evidente che la tutela del lavoro di infermieri precari, medici precari, insegnanti precari, è oggi importante, anche in virtù del buon andamento della P.A., in nome di una solida ed efficiente continuità, che ad esempio in sanità, si chiama continuità assistenziale.

Concludendo, sarebbe proficuo rivedere la normativa vigente prevedendo:

1. Continuità di lavoro;

2. Stabilizzazione dei lavoratori precari;

3. Una corsia preferenziale per i lavoratori che hanno già lavorato in P.A. con incarichi della stessa natura;

4. Eliminare le molteplici forme contrattuali di lavoro, che creano per il lavoratore, precarietà.

domenica

Cari figli, apostoli miei, vi invito alla preghiera per i vostri pastori.

Messaggio del 2 ottobre 2010 ( Mirjana ) della Regina della Pace di Medjugorie  ore 16.14

Cari figli, oggi vi invito ad una umile, figli miei, umile devozione.
 I vostri cuori devono essere giusti.
Che le vostre croci siano per voi un mezzo nella lotta contro il peccato odierno.
Che la vostra arma sia la pazienza ed un amore sconfinato.
Un amore che sa aspettare e che vi renderà capaci di riconoscere i segni di Dio, affinché la vostra vita con amore umile mostri la verità a tutti coloro che la cercano nelle tenebre della menzogna.
Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a mio Figlio.
Ancora una volta vi invito alla preghiera per i vostri pastori.
Con loro trionferò.
Vi ringrazio.

giovedì

Cari figli siete ancora deboli e non siete umili. Messaggio del 25 Settembre 2010

Cari figli, oggi sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a vivere ancora di più la vostra vita
religiosa perchè siete ancora deboli e non siete umili. Vi esorto figlioli,
a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione personale affinchè il vostro testimoniare sia fruttuoso.
 E la vostra vita sia una preghiera incessante.
 Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

martedì

TREMONTI RESPONSABILE DEL FUTURO COLLASSO DELLA SANITA PUGLIESE

Presidente Vendola le ricorda che il ministro Tremonti con le sue scelte in puglia in particolare nella provincia di Bari  causera la perdita di lavoro a 237 infermieri .

Inoltre  l'assistenza sul territorio ovvero un'adeguata organizzazione domiciliare sostitutiva degli ospedali (esempio assistenza infermieristica domiciliare per gli anziani ed ancologici) non esiste.

Se non si agisce in tempo (sia per evitare inutili perdite di lavoro e di figure altmaente qualificate, sia per garantire il sacro diritto alla salute) grave sarà il danno che i malati ed oncologici pugliesi e baresi dovranno sopportare, infatti gli ospedali cronicamente in deficit di infermieri, non potranno sopportare il peso della riduzione dei posti letto, e l'inesistenza di enti, organizzazione di assistenza domicilare sostitutiva, causeranno il collasso dell'assistenza medica ed infermieristica.

lunedì

BARI : 237 INFERMIERI VANNO A CASA E RIMANGONO SENZA LAVORO

A causa del piano di rientro e del riordina ospedaliero 237 infermieri della provincia di Bari rimarranno senza lavoro.






Infatti a firma del Direttore Sanitario della ASL BA dr. A. CALASSO e del Direttore Generale dr. Nicola PANSINI, a causa del riordino ospedaliero imposto dal GOVERNO, la ASL BA è costretta a interrompere 237 incarichi ad altrettanti infermieri.







Presidente Vendola a causa del taglio alla sanità voluto da premier Berlusconi, 237 infermieri andranno a casa nella provincia di Bari (ASL BA), senza lavoro.



Ringraziamo il ministro Tremonti che è così attento all'economia e alla crisi, che però in prima persona crea altri disoccupati.



Presidente Vendola a nome dei 237 infermieri della ASL BA, dateci dignità, prorogate gli incarichi in scadenza.



La continuità è la chiave vincente di un'assistenza sanitaria d'eccellenza.



Mandare a casa 237 infermieri formati ed organicamente inseriti in unità operative, per essere sostituiti da altre figure da formare è deleterio per la sanità e per l’utenza finale.



Non è pensabile che detto personale non può essere in qualche modo occupato per garantire il diritto alla salute.



Ricordo che conseguenza della chiusura di molti ospedali sarà la lesione del diritto alla salute, diritto che può essere garantito con l’assistenza domiciliare, che però nella provincia di Bari è partita solo sulla carta a causa della carenza organica di Infermieri.

giovedì

RIDUZIONE DI INFERMIERI PRESSO LA ASL BA

Presidente perchè i suoi uomini al governo delle amministrazioni locali violano il sacro diritto al lavoro?

Ricordo che solo chi ha rinunciato a precedenti incarichi (anche a tempo indeterminato) ha accolto ed accettato il lavoro a tempo determinato, QUANDO LE ASL ERANO IN PIENA CRISI E GLI INFERMIERI MANCAVANO.

Ora in fase di ristrutturazione, ed in piena crisi, scopro che si preferisce una mobilità interna, anzichè garantire e mantenere il posto a precari che certamente non hanno altre possibilità viste le dimensioni della asl ba, e la crisi in tutta la regione puglia.

Insomma presidente sarebbe il colmo, per una regione che non ha molti infermieri in organico, tanto che per anni vi è stata una ricerca di tale figura, oggi mandare a casa circa 200 unità (infermieri).

Presidente è giusto un riordino nelle spese, ma perchè incominciare proprio dalla spina dorsale della sanità.

Perchè proprio noi infermieri precari siamo la spesa in eccesso da tagliare, e farlo quanto prima possibile.

Presidente LA MOBILITA' INDETTA anche se legittima, A ME SEMBRA UNA LESIONE DEL DIRITTO AL LAVORO, per una figura che è sempre carente,e certamente tornerà ad esserlo nei prossimi anni.

Perchè mandarci a casa, ovvero mandarci fuori regione, per trovare lavoro, quando vi sono forti carenze presenti, e certamente future.

Presidente sono certo che Lei può capire il senso delle mie parole, e sono certo che intervverrà prontamente per colmare un ingiustiza.

Domenco Cirasole
fonte: http://www.asl.bari.it/Comunicazione.aspx?PK=790

martedì

FRANCIA VIETA IN TUTTI GLI SPAZI PUBBLICI IL VELO ISLAMICO (burqa)

Il Senato ha infatti votato quasi all'unanimita' il divieto del velo integrale negli spazi pubblici.


La sinistra si e' rifiutata di prendere parte al voto.
 
In caso di violazione è prevista un'ammenda per la donna che indossa il velo integrale e per l’uomo che costringe la donna a indossarlo.

In Italia vige l'art. 3 della Cost. che sancisce " Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".